Bruxelles, al via il Consiglio europeo. Orban: “Sanzioni Ue alla Polonia ridicole”

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Al via i lavori del primo giorno del vertice europeo a Bruxelles. Si discuterà dell’auemento dei prezzi dell’energia, del Covid-19, di commercio, migrazioni e transizione digitale ma anche di Stato di diritto dopo il caso Polonia. È l’ultimo summit europeo per la cancelliera tedesca uscente, Angela Merkel, il 107esimo nei suoi 16 anni alla guida della Germania. Per l’occasione il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha organizzato una foto famiglia e una piccola cerimonia di saluto.

Parlamento europeo: Tribunale di Varsavia illegittimo

Il Parlamento europeo condanna il tentativo della Polonia di minare il primato del diritto comunitario dopo la sentenza di Varsavia che stabilito che la Costituzione polacca prevale sul diritto europeo. Nella risoluzione approvata con 502 voti favorevoli, 153 contrari e 16 astensioni, i deputati sottolineano che, secondo la Costituzione della Polonia, i trattati Ue devono essere direttamente applicati nell’ordinamento giuridico interno e prevalgono in caso di conflitto di leggi. ll Parlamento chiede, quindi, che il denaro dei contribuenti dell’Ue non venga concesso ai governi che “in modo flagrante, mirato e sistematico” minano i valori europei, e chiede a Commissione e Consiglio di intraprendere azioni urgenti e coordinate. 

Queste consistono nell’avviare procedure di infrazione e misure provvisorie da parte della Corte di giustizia dell’Ue; avviare il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto; astenersi dall’approvare il progetto del Piano polacco di ripresa; dichiarare che esiste un evidente rischio di violazione grave dello Stato di diritto da parte della Polonia; interrompere o sospendere i pagamenti; discutere la crisi dello Stato di diritto in Polonia nel corso del Consiglio europeo, ed emanare una dichiarazione comune sulla questione nei termini più forti possibili, firmata dai capi di stato e di governo dell’Ue.

Polonia, il Parlamento europeo fa causa alla Commissione: “L’Ue deve proteggere i principi di democrazia e stato di diritto”

Il caso Polonia: “Pronti al dialogo con Ue, ma non cediamo al ricatto”

Il premier polacco Mateusz Morawiecki è pronto al dialogo con l’Unione europea nella disputa scatenata da una sentenza della Corte costituzionale sulla premazia del diritto nazionale su quello europeo, ma avverte che non cederà al ricatto di Bruxelles. Al suo arrivo nella capitale belga per il vertice Morawiecki è tornato ad accusare la Commissione Ue di essere andata oltre il mandato che le assegnano i Trattati. “Non agiremo sotto la pressione di un ricatto. Siamo pronti al dialogo. Non concordiamo con questo costante allargamento delle competenze dell’Ue, ma naturalmente ne parleremo, parleremo di come risolvere la disputa attuale con la comprensione ed il dialogo”, ha detto Morawiecki.  Secondo il premier ungherese Viktor Orban quella in corso contro la Polonia è una caccia alle streghe. “La questione è molto chiara. Il primato del diritto Ue non c’è affatto nei trattati, ha primato dove ha competenze. Regolarmente le istituzioni Ue aggirano i diritti di Parlamenti e governi e modificano i trattati, senza averne diritto. I polacchi hanno ragione. Sulle aree in cui non abbiamo trasferito il diritto a creare regolamenti alle istituzioni Ue, prevale la legge nazionale, non c’è dubbio”, ha detto al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles aggiungendo che è il miglior Paese d’Europa “non c’è bisogno di alcuna sanzione: è ridicolo”.

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Il messaggio di Sassoli: “Democrazia, libertà e stato di diritto non negoziabili”

“L’esperienza della democrazia implica la pratica continua del dialogo. Lo abbiamo fatto molte volte e sono convinto che abbiamo le capacità e le risorse per uscire da questa crisi, per ritrovare la strada dell’unità. Ma dobbiamo essere molto chiari. Sebbene la nostra unità sia giustamente rafforzata dalla nostra diversità, vi è una parte non negoziabile del nostro contratto europeo: i nostri valori di democrazia, libertà, Stato di diritto”. Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dato il benvenuto ai leader Ue riuniti al vertice a Bruxelles nel suo messaggio d’apertura consegnato ai capi di Stato e di governo. Sassoli, che partecipa al vertice da remoto per proseguire la sua convalscenza in seguito a una polmonite, ha detto: “Vogliamo ribadire che le leggi europee in vigore sono state scritte dalla Polonia insieme a tutti noi, le abbiamo fatte insieme e quindi in nessun modo si può parlare di regole imposte dall’Unione europea”.

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