Buddha oggi sarebbe un ambientalista Il Dalai Lama suona lallarme sullemergenza clima

“Buddha oggi sarebbe un ambientalista” Il Dalai Lama suona l’allarme sull’emergenza clima

La Republica News
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BANGKOK – Fosse nato oggi, il Buddha sarebbe di certo un Verde. È la convinzione che il Dalai Lama espone in un nuovo libro sui temi dell’ambiente dal titolo “La nostra sola casa”, del quale ha parlato in un’intervista rilasciata al Guardian e Channel 4. Il leader tibetano in esilio auspica alle “grandi nazioni che hanno speso molti soldi per le armi o la guerra” di dedicare “le proprie risorse alla conservazione del clima”. Provocatoriamente propone di chiudere “i leader del mondo”, e quanti vivono “uno stile di vita lussuosa” in una stanza  e “immettervi anidride carbonica” fino a quando non capiscono che “stare senza abbastanza ossigeno sarebbe difficile”, ha detto ridendo.Le sue dichiarazioni nei giorni della conferenza sul clima “Cop26” delle Nazioni Unite – appena conclusa a Glasgow – sono un invito a rispettare seriamente i termini dell’accordo sul clima di Parigi. “L’Onu dovrebbe essere più consapevole dei problemi ambientali – ha detto – e capire che il mondo non è più come prima, e che siamo tutti fortemente interdipendenti”, come è evidente in questa crisi mondiale della pandemia. “Il riscaldamento atmosferico può raggiungere un livello tale che molti fiumi si asciugheranno”, ha aggiunto facendo l’esempio del suo Paese. “Il Tibet è considerato il Tetto del mondo dal quale proviene la maggior parte dei grandi fiumi” che bagnano Paesi popolosi come Cina e India. “Alla fine potrebbe diventare come l’Afghanistan” ha ammonito.
Attraverso l’educazione si può “insegnare agli studenti che avere cura dell’ambiente vuol dire prendersi cura di se stessi”. I problemi nascono da “un’attitudine centrata su se stessi” che “crea paura, dubbi, rabbia”, mentre un maggiore altruismo porta “più benefici”, nella consapevolezza della nostra “comune natura di esseri umani”. La proposta concreta del Dalai Lama è quella di piantare alberi su larga scala, e di “ridurre in maniera drastica il consumo di carne in tutto il mondo”, anche se personalmente non ha potuto continuare la sua dieta vegetariana quando nel 1965 ebbe problemi di salute e i medici gli consigliarono di “riprendere a mangiare un po’ di proteine animali”.Parlando del coronavirus ha ricordato il sacrificio di medici e infermieri e spiegato che da parte sua recita regolarmente dei mantra nella speranza che possano avere un’efficacia, ma ha ammesso che le sue preghiere “non sono sufficienti da sole a risolvere il problema”. Per spiegare la giusta attitudine mentale verso una minaccia così seria ha ricordato che alla fine dei conti “ogni vita ha un’inizio e una fine”, e – citando l’antico maestro del buddismo tibetano Shantideva – “se c’è un modo per superare i problemi non c’è bisogno di preoccuparsi”. Ma anche se non dovesse esserci una soluzione, è comunque “inutile preoccuparsi troppo” e vivere nell’ansia.”Dobbiamo avere la consapevolezza dell’unità e unicità di 7 miliardi di esseri umani”, mentre c’è “troppa enfasi sull’idea della “mia nazione, la loro nazione, la mia religione, la loro religione”, e questa è la “vera origine di tutti i problemi”. Alla domanda sulla possibilità di vivere pacificamente con la Cina, il leader tibetano ha sostenuto che proprio “in Cina vive la più grande popolazione buddista”. Quanto all’eventualità di essere l’ultimo Dalai Lama, ha spiegato che per quanto lo riguarda, finché sarà in vita, la sua preoccupazione “è quella di essere utile agli altri”. Il dopo “non è affare mio, dipenderà dagli altri…Nella mia prossima vita potrei nascere sulla luna, o su marte”, ha aggiunto ridendo.   Come il Buddha, se dovesse entrare in politica anche il XIV Dalai del Tibet si unirebbe “al partito dei Verdi. La loro idea è molto buona”. Come spiegò in un’intervista che ci concesse subito dopo il ricevimento del Nobel per la Pace nel 1990, quando nel mondo “aumentano le manifestazioni di disarmonia – disse – si turba l’equilibrio degli elementi e questo si manifesta nell’ambiente, nel nostro mondo, con il cambiamento del clima e la comparsa di malattie che prima non esistevano”.


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