“Bullizzati perché ci giocavamo, oggi creiamo pezzi unici”. Come nascono le Barbie da collezione

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È fin troppo semplice identificare Barbie con la bambola bionda, fisico slanciato e occhi azzurri così ben incarnata da Margot Robbie nell’omonimo film in uscita oggi. Eppure, c’è Barbie e Barbie, e limitarsi ad assimilarla allo stereotipo di perfezione femminile sarebbe profondamente sbagliato. A confermarlo sono Mario Paglino e Gianni Grossi, collezionisti della più nota bambola del mondo e tra i più noti costumizzatori e consulenti a livello mondiale. “Abbiamo cominciato a collezionarle 25 anni fa e ora ne abbiamo oltre 2 mila”. Tutti pezzi rari, che si contraddistinguono per i vestiti e gli accessori ricercati e spesso firmati da noti stilisti e designer: “Ci siamo da subito interessati alla personalizzazione delle bambole e così abbiamo cominciato a customizzare le nostre per gioco”, fino al 2006 quando Mattel (la nota azienda produttrice di Barbie) li scelse per produrre la loro, personale bambola in edizione limitata. Da quel momento la casa di produzione Magia2000 è diventata un punto di riferimento per tutti i collezionisti della fashion doll in tutto il mondo. Perché si fa presto a dire Barbie, ma non sono tutte uguali.

Di Davide Cavalleri

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