C.P. Company festeggia cinquant’anni. Assieme a Emporio Armani

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“Mi sembrava irraggiungibile, fuori portata. Ma poi mi sono detto, ‘perché no?’. Così ci ho provato: gli ho scritto che mio padre Massimo (scomparso nel 2005, ndr) e io l’abbiamo sempre considerato un colosso della moda italiana. E Giorgio Armani ci ha risposto“. Comincia così il racconto di Lorenzo Osti sulla collaborazione fra C.P. Company ed Emporio Armani. Il marchio di sportswear bolognese che dal 1971 combina tradizione, innovazione e performance conclude con questo “colpaccio” le celebrazioni per i cinquant’anni del brand.


“Con le dovute proporzioni, Giorgio Armani e papà hanno avuto lo stesso spirito rivoluzionario e rotto con certi codici del passato: se lo stilista piacentino ha destrutturato il formale”, spiega, “mio padre ha innovato l’abbigliamento sportivo inventando una nuova categoria trasversale e informale che oggi permea tutti gli ambiti della moda”. La trentina di pezzi di questo “sogno che è diventato realtà” sono una scommessa vinta per Lorenzo Osti, presidente del brand acquisito nel 2015 nella holding di Hong Kong Tristate.


Le collaborazioni sono il nuovo tormentone del fashion: “Ero scettico, ormai le fanno tutti e non volevo essere noioso. Ma sono uno strumento di marketing potentissimo, con un ritorno immediato. Ognuno accede alle community dell’altro. Anche se, nel mio caso, quelle di Emporio sono ben più importanti. L’altro vantaggio è che le capsule sono fresche: ti permettono di vederti con uno sguardo differente e di presidiare il mondo dei social con progetti sempre diversi che rilanciano costantemente l’attenzione. Proprio per queste ragioni non credo che si tratti di un fenomeno passeggero”, riflette Lorenzo Osti.


Se nasce la giusta alchimia, in questi giochi di coppia vincono tutti: “I team dei due marchi hanno lavorato a quattro mani percorrendo uno spazio comune che ha rispettato perfettamente il dna e la tradizione di ciascuno. Quando dei creativi con un background simile si mettono insieme, si arricchiscono entrambi e danno vita a qualcosa di unico”. In questo caso, i capi iconici maschili di Emporio come il bomber, l’impermeabile, la giacca con il collo a listino hanno incontrato felpe, blouson, anorak e pantaloni cargo di C.P. Company. E se la palette è risultata molto “Armani” – per i blu profondi e i bianchi – Emporio si è avvalso dei tessuti e dei trattamenti innovativi dell’altro marchio: “Noi siamo più piccoli, sperimentiamo con più facilità”, chiarisce Osti.


Il capo emblematico di questa accoppiata è il trench con le lenti inserite nel cappuccio: “È tutto a taglio laser incollato, una performance tecnica che lo rende impermeabile. Mi ha ricordato i nostri spolverini del passato, ma rivisitati”. Su t-shirt e sul retro delle felpe campeggia l’aquila gigante di Emporio Armani che festeggia il quarantesimo anniversario. Intorno, la scritta C.P. Company: “Vedere i nostri marchi vicini mi dà una fortissima emozione. Queste sì che sono soddisfazioni”

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