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Calabria, al via gli Stati generali della Lega nel villaggio vacanze

La Republica News
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Soggiorno balneare con dibattito politico di contorno o discussione sul futuro del partito con possibilità di tintarella fra una sessione e l’altra? La Lega Calabria questo non lo ha chiarito, ma per i suoi Stati generali – in programma il prossimo weekend, dal 4 al 6 giugno – ha scelto un villaggio vacanze nella nota località turistica di Zambrone, con obbligo per i partecipanti di soggiornare in struttura. Ovviamente a pagamento.  

Per 100 euro, il Carroccio calabrese offre pernottamento – i pasti no, tocca arrangiarsi –   e dibattito su programmi e prospettive della Lega in regione. Anzi, in realtà obbliga. “Senza prenotazione dell’intero soggiorno – si legge nella scheda di partecipazione – non è possibile partecipare alla manifestazione per le norme anti-Covid”.  

In realtà, quanto meno all’aperto e con diversi accorgimenti per garantire le distanze fra i partecipanti, manifestazioni, sit in o presidi, con o senza dibattito annesso, si svolgono da tempo. E dalle parti della Lega dovrebbero saperlo, se è vero che il leader Matteo Salvini in piazza si è fatto vedere più volte. Ma forse ai leghisti calabresi serve una comfort zone in cui chiacchierare lontano da orecchie indiscrete. Anche perché i nodi sono tanti, i problemi pure e il pressing a fasi alterne con cui “il Capitano” cerca di spingere per la candidatura a governatore del presidente facente funzioni Nino Spirlì – inviso a tanti dei suoi e in Regione un paio di volte messo in minoranza dai suoi stessi consiglieri – aggiunge tensione a tensione. In più, con Forza Italia nel caos, Fdi che vola nei sondaggi e in Calabria sgomita per imporre alla guida della coalizione la sua deputata Wanda Ferro, la partita delle amministrative delle grandi città, Milano in primis, ancora tutta da giocare, le variabili da considerare sono tante. Meglio dunque – sembra essere stata la valutazione – discuterne in privato.

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Del resto, la linea dettata da mesi dal commissario regionale di fresca nomina Giacomo Francesco Saccomanno – con tanto di “promemoria” di “condotte assolutamente vietate” –  è quella che prevede lavaggio e sterilizzazione dei panni sporchi solo ed esclusivamente in famiglia. E mai sui media. Al suo secondo commissariamento consecutivo, nella Lega calabra dilaniata da un’ormai storica guerra per bande più che per correnti, è espressamente vietato “comunicare ai giornali e a i media eventuali insofferenze o altre notizie che possano nuocere al partito” o ancor peggio “commentare negativamente azioni o provvedimenti assunti dagli organi del partito o da rappresentanti dello stesso nelle istituzioni”.  

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Linea da Minculpop, di cui hanno fatto le spese Giancarlo Cerrelli e il gruppo storico della Lega Crotone, “rei” di aver criticato a mezzo stampa le performance del neo-commissario Cataldo Calabretta. Avvocato dei vip e agente dell’ex fidanzata di Salvini, in virtù delle origini calabresi Calabretta è stato catapultato prima al vertice di Sorical – la disastrata in house regionale incaricata della gestione idrica –   poi ai vertici del partito regionale, con specifico incarico su Crotone. E la cosa a molti degli storici non è andata giù, sia per la sfavillante quanto improvvisa scalata dei ranghi del partito, sia per le ingombranti amicizie del neo-dirigente locale, che dopo il suo rientro in Calabria si è spesso accompagnato con Pasquale Malena, uomo forte della Lega nel cirotano, fresco di condanna a 12 anni e 9 mesi nel maxiprocesso antimafia “Stige”. 

Una vicenda a cui i militanti crotonesi del Carroccio non accennano nell’accorata missiva indirizzata a Salvini filtrata sui giornali, lamentando piuttosto di essere stati messi da parte dopo il commissariamento “del tutto irragionevole, insensato e immotivato” del partito. “Calabretta – scrivono –  non si è mai fatto sentire con noi iscritti della prima ora e neppure ci ha resi parte di un progetto”. E il risultato è un disastro, le cui conseguenze “si sono evidenziate lo scorso fine settimana 29-30 maggio u.s.; la provincia di Crotone è stata, infatti, l’unica provincia calabrese e italiana in cui non sono stati allestiti i gazebo per il tesseramento”. La risposta di Salvini non è arrivata, l’espulsione in blocco dei firmatari – denunciano i diretti interessati – sì.  

Sarà argomento di discussione agli imminenti “Stati generali”? Non è dato sapere, nella Lega calabra il silenzio è d’obbligo. Si discute, certo. Ma in privato. E a pagamento.   



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