Calabria Spirli spinge per il rinvio delle elezioni regionali. Maggioranza in rivolta Non puo decidere tutto da solo

Calabria, Spirlì spinge per il rinvio delle elezioni regionali. Maggioranza in rivolta: “Non può decidere tutto da solo”

La Republica News
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Rinvio delle regionali sempre più vicino in Calabria. A farlo intendere, il presidente facente funzioni Nino Spirlì che ha annunciato “novità a breve” e confermato “interlocuzioni con il governo e i capigruppo regionali” sulla possibilità di far slittare le elezioni.  
Attualmente, l’appuntamento con le urne è fissato per domenica 14 febbraio, ma secondo indiscrezioni potrebbe essere rinviato a marzo o addirittura ad aprile. Un’ipotesi che la maggioranza a trazione Fi-Fdi-Lega al governo in Regione, a dispetto della lunga permanenza della Calabria in zona rossa, ha sempre visto come fumo negli occhi. Almeno ufficialmente e fino ad oggi.  
In realtà, dicono i rumors, sull’ipotesi di un rinvio Spirlì ci starebbe ragionando da tempo, anche grazie al garbato pressing del ministro Boccia, che più volte avrebbe messo in allarme sui rischi connessi ad una campagna elettorale proprio nei mesi in cui si teme una terza ondata. Obiezioni sollevate pubblicamente anche da Sardine, Movimento 5Stelle e altre forze del “cantiere” del centrosinistra, che con una lettera aperta nei giorni scorsi avevano chiesto a Spirlì di rivolgersi al Cts per verificare se e in che condizioni si possano chiamare i calabresi alle urne. Richieste di rinvio tout court erano invece arrivate da comitati, associazioni e partiti della sinistra, che avevano denunciato il pericolo di restringimento degli spazi di partecipazione democratica per chi è obbligato a raccogliere le firme per presentare la propria candidatura proprio nelle lunghe settimane di lockdown decise dal governo. Entrambe – almeno pubblicamente – cadute nel vuoto.  

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A quelle richieste, il presidente facente funzioni Spirlì aveva risposto un secco no. Anzi, ci aveva tenuto a sbeffeggiare l’ipotesi di rivolgersi al Cts perché “non rientrano tra i suoi compiti indicazioni sulla possibilità di svolgere o meno competizioni elettorali”. Unica concessione, una timida apertura al confronto con i consiglieri regionali che “possono indicare ulteriori misure atte a garantire il corretto svolgimento delle elezioni e, unanimemente, richiedere il rinvio ad altra data della competizione elettorale”. Unanimità impossibile, alla luce del secco no a qualsiasi ipotesi di rinvio più volte ribadita da tutto il centrodestra.  
Qualche giorno dopo però Spirlì avrebbe cambiato idea. E proprio dalla Calabria sarebbe partita una missiva firmata di suo pugno e indirizzata al ministro Boccia, per chiedere al governo di valutare se confermare o meno la data fissata per le elezioni, magari chiedendo un parere proprio al Cts. “Decideremo tutti quanti insieme quello che è meglio per la Calabria – ha detto oggi Spirlì – Sono convinto che con la pazienza e le buone pratiche politiche e del buonsenso si arriverà ad una soluzione rapidamente e che tutti assieme e con una disponibilità nelle mediazioni si otterrà come al solito un grande risultato”. 
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In realtà, la mediazione Spirlì rischia di doverla fare in primo luogo in casa. Che si sappia, la sua maggioranza non ha digerito per nulla l’interlocuzione avviata con Boccia, tanto meno l’autonoma decisione di inviare una missiva a ministro e governo. Sorrisi e clima di concordia che hanno accompagnato la cerimonia di intitolazione della Cittadella regionale all’ex governatrice Jole Santelli, morta improvvisamente il 15 ottobre scorso, hanno lasciato spazio a parole grosse e accuse neanche troppo velate di “collaborazione con il nemico” nel corso della riunione di maggioranza convocata per subito dopo. “Non è in condizioni di decidere tutto da solo” mastica amaro uno.  
Sebbene la battaglia per definire assetti e candidato governatore sia ancora in corso e – a quanto pare – lontana da una soluzione, Forza Italia, Fdi e Lega non hanno mai neanche preso in considerazione l’ipotesi di rinviare le regionali. Al contrario, a maggioranza hanno approvato una mozione in Consiglio regionale per insistere sull’appuntamento già fissato e sulla “road map” per arrivarci, nonostante la pandemia morda ancora, l’esile scheletro sanitario calabrese sia rimasto tale e il caos regni ancora sovrano nella gestione dell’emergenza Covid.   
La prima scadenza è vicinissima. Se non dovessero cambiare le cose, entro il 15 gennaio partiti e coalizioni dovranno presentare le liste. Ma al momento, nessuno – né nel centrodestra, né nel centrosinistra – sembra essere pronto.  



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