Calabria strada in salita per la scelta del nuovo commissario si allontana lipotesi DAndrea

Calabria, strada in salita per la scelta del nuovo commissario: si allontana l’ipotesi D’Andrea

La Republica News
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Si complica la nomina del nuovo commissario alla sanità calabrese. A far impantanare ulteriormente il governo, dicono le indiscrezioni, le perplessità sui tempi dell’incarico avanzate da Federico Maurizio D’Andrea, candidato in pectore dopo la rinuncia a sorpresa del rettore uscente dell’Università La Sapienza, Eugenio Gaudio.Ex detective del pool Mani Pulite, dopo aver lasciato la Finanza divenuto manager ai vertici di grandi aziende pubbliche e private, D’Andrea aveva messo d’accordo sostanzialmente tutti. Integerrimo, trasversalmente stimato, inattaccabile, sembrava l’uomo giusto a cui affidare la sanità calabrese, da anni incapace di rispettare i Lea, i livelli essenziali di assistenza, sepolta da oltre 225 milioni di disavanzo e alle prese con una pandemia che al momento non ha mezzi e uomini per affrontare. Ma a quanto si apprende, alla proposta del governo avrebbe detto di sì, ma non a tempo indeterminato. “Il commissariamento deve avere un tempo definito” ha assicurato il premier Conte ai sindaci calabresi incontrati a Roma nei giorni scorsi e da Decreto Calabria bis, il supercommissariamento della sanità dovrebbe avere un limite temporale di due anni, prorogabile solo di ulteriori dodici mesi. 
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Ma i paletti posti da D’Andrea, filtra dai palazzi, avrebbero complicato il suo arrivo in Calabria e anche ieri il Consiglio dei ministri si è concluso con un nulla di fatto. Mentre le quotazioni dell’ex detective scendono, tornano a rimbalzare i nomi dei prefetti Francesco Tronca e Luisa Latella. Di origini calabresi, lui è stato l’uomo del governo nella Milano di Expo, per poi essere catapultato nella Capitale come commissario di Roma. Reggina d’origine, Luisa Latella ha all’attivo ruoli importanti non solo in Calabria, ma anche nella sanità calabrese. È stata lei a gestire l’Asp di Catanzaro dopo lo scioglimento per mafia. il racconto
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Nomi di peso, “risorse di Stato” entrambi, con a fare da outsider il manager romano Narciso Mostarda, che da ambienti dem provano a riproporre ma contro cui “rema” l’incarico da assessore comunale in quota Pd ricoperto qualche anno fa.  In realtà, a complicare ulteriormente la partita ci sono anche vecchie e nuove ruggini fra le varie anime della maggioranza, che sulla nomina del commissario hanno trovato solo l’ennesimo terreno di scontro dopo Mes, rapporti con Forza Italia e Bilancio. E con il caso Morra a complicare il tutto.  Antimafia
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Certo è che il governo non potrà prendersi ancora troppo tempo per decidere. Sono passate settimane dalle dimissioni del generale Cotticelli, travolto da un’imbarazzante intervista televisiva. E dopo la rinuncia del suo successore designato, Giuseppe Zuccatelli, inciampato in un vecchio video in cui disquisiva sull’inutilità delle mascherine, tanto la sanità calabrese come gli ospedali di Catanzaro sono rimasti senza guida. Lunedì il ministro Francesco Boccia arriverà in Calabria per partecipare alla Conferenza Stato –Regioni. E per allora – ci si ripete nelle stanze di governo – si dovrà arrivare ad una soluzione, ad un nome serio, condiviso e inattaccabile. Un altro scivolone sarebbe politicamente difficile da gestire. Ma le ore passano e la soluzione sembra sempre più difficile. 


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