Calenda e il sospetto su Renzi: “Guarda a Forza Italia e si tiene le mani libere con la maggioranza”. Italia viva lo attacca

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“Credo che Italia Viva stia tenendosi le mani libere per fare un ragionamento con la maggioranza di governo”. Parola di Carlo Calenda. Non trapelate da un retroscena, ma pronunciate in tv. Parole che riaprono il fronte dello scontro con Matteo Renzi, nel giorno in cui i senatori di Azione e Italia viva (tra le fila del gruppo ci sono gli stessi Renzi e Calenda) eleggono un nuovo capogruppo comune al Senato: Enrico Borghi, passato a Iv dal Partito democratico.

Questa volta è il leader di Azione ad aprire un nuovo fronte all’interno del (fu) Terzo Polo. Lo fa appunto accusando l’ex premier di strizzare l’occhio ai partiti che sostengono il governo, Forza Italia in primis. Tanto da ipotizzare un passaggio del partito di Renzi tra i banchi della maggioranza. “Credo che Iv stia tenendosi le mani libere per fare un ragionamento con la maggioranza”, è il sospetto di Calenda. “Lo suppongo da quello che vedo: la difesa a oltranza della Santanchè, il voto con il governo sulla carne sintetica fatto seguendo pedissequamente Lollobrigida… Non so cosa vogliano fare, ma vedo segnali da molto tempo di slittamento verso destra”.

Il sospetto è esternato da Calenda platealmente nel corso di un’intervista a Skytg24, mentre al Senato erano in corso le votazioni per l’elezione di Enrico Borghi (ex Pd poi passato a Italia Viva) a presidente del gruppo del Terzo Polo. Un tempismo che non è sfuggito al senatore renziano Ivan Scalfarotto. “Mentre tutto il gruppo unito Az-Iv era riunito per eleggere Borghi al Senato, Calenda dagli studi televisivi attaccava ancora una volta Iv e Renzi”, ha replicato via Twitter.

Per Scalfarotto le parole di Calenda sono la dimostrazione di una “discrasia costante fra il clima sempre sereno che si respira nel gruppo e l’atteggiamento di Calenda all’esterno. Con un solo gesto Calenda ha dimostrato la sua sensibilità istituzionale, il suo rispetto per i colleghi e ha dato l’ennesima prova di una acume e visione politica, caratteristiche che tutti i colleghi in Parlamento fanno a gara a riconoscergli”. E conclude: “Il progetto del partito unico è fallito perché Calenda ha avuto paura di perdere il congresso unitario. Tutto il resto sono chiacchiere da bar”.

È il solito rimpallo di responsabilità iniziato con la fine del progetto del partito unico. Il leader di Azione mette sul piatto l’ipotesi che Renzi voglia passare in maggioranza chiudendo così l’ultimo spiraglio di unità in vista delle europee del 2024. “Renzi questo progetto lo ha fatto cadere, vuole fare cadere i gruppi per rincorrere Forza Italia? Lo deve spiegare. C’è un impegno con gli elettori, io i gruppi non li faccio cadere. Lo deciderà Renzi. Ovviamente se andrà con Forza Italia i gruppi cadranno ma è una scelta che farà Matteo Renzi, non che devo fare io”.

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