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Campidoglio, 100 gazebo per le primarie del centrosinistra. Ma il Pd non ha ancora un candidato

La Republica News
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Più di 80 gazebo, forse 100 sparsi in giro per la capitale. E poi regole d’ingaggio chiaro per chi parteciperà alla competizione, dal codice etico ai garanti che ne dovranno controllare il rispetto. A 24 ore dalla riunione del Tavolo per Roma, quello che martedì ufficializzerà il 20 giugno come data delle primarie, i candidati a sindaco della coalizione di centrosinistra scaldano i motori.

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Partiamo dalle certezze. Se non è ancora dato sapere chi sarà il candidato del Pd per le prossime Comunali, di sicuro si faranno avanti Paolo Ciani per Demos e Giovanni Caudo, presidente del III Municipio ed ex assessore all’Urbanistica della giunta Marino. Con loro correrà anche Tobia Zevi, volto del think thank Roma! Puoi dirlo forte, e Federico Lo Buono, il 21enne di La Giovane Roma. Della partita dovrebbe essere anche la senatrice piddina Monica Cirinnà. Nessuno, nemmeno il segretario dem Enrico Letta, pare in grado di riuscire a convincere Carlo Calenda. Anche ieri il leader di Azione si è scagliato contro il Partito democratico: “Le ragioni le ho spiegate mille volte – ha spiegato ieri su Twitter – il Pd chiama le primarie ma continua a cercare il ritiro della Raggi, l’alleanza con i 5S e Nicola Zingaretti, il che le escluderebbe. Quindi le chiama per poi cercare di evitarle. Va avanti così da 6 mesi. Non possiamo perderne altri tre. Le primarie a Roma diventano scontro tra correnti. In passato hanno fatto fuori Gentiloni e Sassoli per Marino, salvo poi azzopparlo ogni giorno. Non voglio fare il sindaco dipendendo da Goffredo Bettini, Claudio Mancini e Bruno Astorre. Per vincere e governare occorre parlare a tutta la cittadinanza attraverso una grande operazione civica”.

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Le parole di Calenda servono ad anticipare il nodo più caldo in casa dem. Non è ancora dato sapere chi sarà il candidato del Nazareno. Nemmeno quando si farà avanti. Chi conosce bene Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del governo Conte bis che si farebbe avanti volentieri per Roma, assicura che non ci saranno fughe in avanti nelle prossime ore. Come ha detto il segretario Letta, “i nomi si faranno nei primi giorni di maggio”. L’ex titolare di via XX settembre resta in pole, ma si dovranno attendere almeno altre due settimane per vedere ufficializzato il suo nome. Un lasso di tempo in cui il Partito democratico proverà a tirare dentro alla corsa per il Campidoglio il governatore Nicola Zingaretti. Proprio così, i ruoli si sono rovesciati: se da segretario il presidente del Lazio aveva provato a chiedere a Enrico Letta di candidarsi, ora la situazione si è ribaltata.

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I dem, in attesa dell’epifania, intanto rispondono a Calenda: “Per quel che riguarda la corsa al Campidoglio – spiega Bruno Astorre, senatore e segretario del Pd Lazio – ho sempre esplicitato, insieme al Pd di Roma, la volontà di proporre alla coalizione le primarie come strumento di partecipazione e rispetto dell’elettorato, proprio in virtù di un campo largo del centrosinistra romano. Calenda ha deciso di autoescludersi dalla coalizione? Liberissimo di farlo. Basta, però, con questa ossessione nei confronti del Pd, lo dico per trasparenza”.



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