Cani e gatti in famiglia: ecco come comunicare

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Per 9 italiani su 10 l’animale domestico è parte integrante della famiglia e fonte di benessere fisico e psicologico. Chiunque abbia un animanle in casa non se ne stupisce affatto, e la conferma arriva da un sondaggio recente (Federchimica Aisa con Swg) che ha indagato sulla natura del rapporto tra gli italiani e gli animali da compagnia. Ma perché siamo così legati a loro? Il lockdown ha fatto crescere l’interesse verso gli animali domestici? Lo abbiamo chiesto all’etologo Roberto Marchesini, uno dei massimi esponenti mondiali della Zooantropologia, disciplina che studia la relazione uomo-animale da una prospettiva non antropocentrica.

La ricerca: cani compagni preferiti

Secondo gli ultimi dati Assalco-Zoomark, nel nostro paese ci sono oltre 60 milioni di animali domestici e il recente sondaggio Aisa-Swg conferma che 1 italiano su 2 ne possiede uno. E’ il cane l’animale da compagnia più amato, scelto da ben il 62% degli intervistati mentre il 55% ha optato per un gatto e il 27% ha deciso di acquistare pesci, volatili, roditori e animali esotici come serpenti e iguane. Effetto lockdown? Non del tutto perché il 51% degli attuali possessori dichiara di aver adottato o acquistato il proprio pet già prima del 2016. Perché tanta popolarità per gli animali? Stando ai risultati del sondaggio Federchimica Aisa è la ricerca di compagnia il motivo che più spinge le persone ad adottare o acquistare: lo è per il 67% dei rispondenti, percentuale che sale al 73% se si considerano le persone senza figli.

Dispensatori di benessere e salute

Per il 90% degli intervistati convivere con un animale domestico è un importante contributo alla salute psicologica e un supporto allo sviluppo dei bambini. Lo è stato ancora di più nel periodo Covid-19, in cui più dell’80% tra i proprietari di cani e gatti si è detto confortato dalla loro presenza. Non solo: gli animali vengono considerati anche un aiuto per rinforzare il sistema immunitario. Infatti, mentre il 49% di chi non ha mai avuto un animale è convinto che vivere con un pet esponga maggiormente al rischio di contrarre infezioni, più dell’87% di chi ne possiede uno è convinto che questa convivenza contribuisca a rafforzare il sistema immunitario e a migliorare la salute fisica.

Da dove nasce questa necessità dell’uomo di circondarsi di animali, non solo i classici cane e gatto ma perfino quelli esotici o i roditori? “L’essere umano – risponde l’etologo Marchesini – ha sempre avuto un rapporto molto stretto con gli animali, pensiamo per esempio a tutte le società che nascono dopo il Neolitico, quelle degli allevatori e degli agricoltori. Pensiamo all’Italia degli anni ’30 e ’40, un Paese rurale in cui la stragrande maggioranza delle persone passava molto tempo ad accudire animali per averne dei benefici, per esempio, le pecore per la lana e le mucche per il latte”.

La famiglia mononucleare e il rapporto con gli animali

In queste società del passato, i bambini fin da piccoli vivevano in mezzo a conigli, galline, cavalli. “Era una vita in cui buona parte delle attività e della dimensione relazionale era legata al rapporto con gli animali”, prosegue l’etologo. “La caratteristica che invece si è venuta a creare nella società urbana della seconda metà del ‘900 e di questo periodo è dovuta al fatto che le persone convivono in maniera molto stretta con alcuni animali nelle proprie abitazioni perché a partire dagli anni ’60 si afferma la famiglia mononucleare, l’appartamento, e quindi un altro tipo di contesto, diverso dalla famiglia rurale molto allargata”.

Bat-man o Spider-man, anche i supereroi sono animali

L’essere umano nasce comunque con un forte desiderio di relazione con gli animali, a cominciare dai bambini. “Gli animali – sottolinea Marchesini – compaiono nei fumetti, nelle fiabe, nei giocattoli e da adolescenti i supereroi hanno di nuovo caratteristiche animali come Batman o Spider-Man. Tutto questo ci fa capire che l’essere umano è affascinato dal mondo animale e quindi forse in questo periodo semplicemente c’è un maggior interesse verso l’aspetto affettivo, forse ricerchiamo negli animali qualcosa che non abbiamo e che ci manca”.

Come scegliere il proprio pet

Dall’indagine Aisa-Swg emerge che l’87% degli italiani riconosce agli animali domestici un ruolo di aiuto, non solo per combattere la solitudine, ma anche per aumentare il proprio benessere psicofisico. Ma per preservare anche la loro salute, che cosa dobbiamo valutare nella scelta di un animale da compagnia? “La cosa più importante – spiega Marchesini – è la conoscenza delle esigenze di un determinato animale. Le persone spesso vengono prese dall’entusiasmo dell’adozione, però poi si trovano di fronte a difficoltà che non avevano messo in conto”.

Il consiglio del veterinario

Il cane, per esempio, è un animale che richiede una presenza molto forte, non può essere lasciato da solo, non si autogestisce. Il gatto al contrario richiede una casa che sia in linea con la sua voglia di esplorare, di privacy, di interagire con tutto ciò che si muove. “E’ un animale estremamente curioso e avrebbe bisogno di una ‘casa-teatro’, in cui avvengono cose inaspettate perché il gatto è predatore e affamato di novità”, prosegue l’etologo. La cosa più importante, quindi, è fare una scelta adottiva informata chiedendo consiglio ad un medico veterinario o a un educatore cinofilo per sapere quali sono le esigenze dell’animale. Stesse valutazioni anche nella scelta della razza. “Una volta chiare le esigenze dell’animale – aggiunge Marchesini – dobbiamo poi confrontarci con le nostre disponibilità, in maniera molto onesta. Per vivere bene una relazione bisogna assolvere a determinati bisogni dell’altro”.

L’identikit del padrone ideale

Dal sondaggio Aisa-Swg emerge che i cani e gatti sono tra gli animali più diffusi tra i 60 milioni presenti nelle case degli italiani, qual è l’“identikit perfetto” del padrone di un cane e del padrone di un gatto? “Il gatto ama le persone riflessive e discrete, che non fanno troppo rumore e che sono sempre intente e concentrate in qualche lavoretto manuale”, risponde Marchesini. “Il gatto, infatti, ama vederci muovere le mani, è incuriosito da ciò che facciamo; quando cuciniamo per esempio può guardarci non perché interessato necessariamente al cibo ma perché sinceramente incuriosito dalla nostra attività. Il cane invece ha bisogno di una persona attiva, che abbia voglia di uscire, di giocare insieme, di passeggiare; il padrone di un cane deve essere pronto ad assumere il ruolo di guida e leader, è un aspetto molto importante che tranquillizza l’animale”.

Gli animali non sono peluche

Sarà capitato a tutti di incontrare cani vestiti di tutto punto con tanto di accessori o gatti con lettiere deluxe. A volte si esagera? “Alcune persone – chiarisce l’etologo – dimenticano che ogni essere vivente ha come bisogno fondamentale quello di esprimere la propria natura, quindi un cane e un gatto devono avere l’opportunità di esprimerla. Spesso, invece, le persone vorrebbero trasformare il cane in un figlioletto o il gatto in un peluche e gli animali subiscono senza poter reagire”. Insomma, in questi casi gli animali diventano come maschere a cui viene tolta la loro autenticità.

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