Cannabis, da domani un referendum per la legalizzazione

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Depenalizzare la cannabis, consentendone la coltivazione per aprire la strada alla legalizzazione. Per questo parte domani un referendum online che sarà aperto a tutti i cittadini. Il quesito propone di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative per quanto riguarda la cannabis.

A proporlo, e depositarlo in Cassazione lo scorso 7 settembre, un gruppo di esperti, giuristi e militanti, da sempre impegnati contro il proibizionismo, coordinati dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione. Alla proposta hanno preso parte anche rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani.

L’obiettivo è quello di superare l’ostruzionismo delle destre dopo l’approvazione del testo base in Commissione Giustizia che depenalizza la coltivazione di massimo 4 piante di cannabis. Per farlo bisogna però raccogliere 500 mila firme digitali entro la fine del mese. Una corsa contro il tempo.

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“C’è il rischio che il Parlamento non riesca ad approvare un testo in maniera definitiva, per questo tentare un’altra strada diventa obbilgatorio” annuncia l’associazione Meglio Legale.

La destra ha infatti annunciato una valanga di emendamenti per fare ostruzionismo al disegno di legge sulla coltivazione domestica. “Noi faremo di tutto perché l’iter parlamentare non si blocchi ma è necessario mettere in campo anche un’altra possibilità e dare voce ai cittadini per modificare una legge sbagliata attraverso un referendum sulla canabis”, dice Riccardo Magi, presidente di +Europa.

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L’idea è quella di replicare il successo di firme ottenuto per Eutanasia legale. “Abbiamo dimostrato che il Paese è più avanti del Parlamento su alcuni temi ed è pronto a mobilitarsi e scegliere. Da domani sarà possibile firmare online per depenalizzare la Cannabis e aprire finalmente alla legalizzazione” aggiunge Magi.

Secondo l’ultima relazione al parlamento sulle tossicodipendenze la spesa per il consumo complessivo di sostanze proibite ammonta a 16,2 miliardi di euro. “Soldi – sostengono Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani – che sono finiti direttamente nelle tasche della criminalità organizzata. Di questi ben 6,3 miliardi di euro (39% del totale) derivano dal mercato nero dei cannabinoidi. Legalizzare vuol dire togliere ossigeno alle mafie che gestiscono il traffico e lo spaccio. E  cambierebbe letteralmente la vita a decine di migliaia di persone, risucchiate nel circuito repressivo”.

 

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