Cannabis, governo si spacca su legalizzazione. Orlando: “Riflettiamo su liberalizzazione”. Salvini e Gelmini: “Liberiamo giovani da droga”

Pubblicità
Pubblicità

GENOVA – Liberalizzare la cannabis, un tema che crea una spaccatura nel governo. “Una scelta che l’Italia dovrebbe valutare ma bisogna riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento. È questo il punto delicato”. È quanto sostiene la ministra alle politiche giovanili Fabiana Dadone intervenuta durante la VI conferenza nazionale sulle dipendenze, un appuntamento che torna dopo 12 anni di assenza. Sul tema delle dipendenze, ha aggiunto Dadone, “l’auspicio è arrivare alla stesura di un piano nazionale di azione. Il governo deve fare un lavoro istruttorio, e lo dico con estrema umiltà, perché il governo possa prendere la decisione giusta”.

Dadone: “Dico basta al proibizionismo delle droghe leggere”

La ministra dell’interno Lamorgese ha fatto il quadro della situazione: “Rispetto al 2019, si è registrato nel 2020 un incremento di circa l’8% di sequestri droga. Tuttavia rispetto al biennio 2017 e 2018, quando i sequestri arrivavano a 120 tonnellate di stupefacenti, si è rilevata una tendenza a riduzione stimata in 70 tonnellate. I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, ad eccezione della cocaina, delle droghe sintetiche e della cannabis. Nel 2020 c’è stato un record assoluto nei sequestri di cocaina, ne sono state sequestrate quasi 13 tonnellate, un quantitativo mai raggiunto in precedenza. Riguardo alle droghe sintetiche il dato dei sequestri è del +13,9%”. In mattinata è arrivato anche il messaggio del presidente Mattarella, che ha insistito sulla prevenzione e sull’analisi delle radici sociali del problema “spesso legate a disagi che possono riguardare ciascuna persona e che la società fatica a cogliere per tempo. Comprendere tale realtà rappresenta un punto di partenza fondamentale per intervenire con la determinazione e le capacità necessarie nei vari ambiti”.

La legalizzazione delle droghe leggere torna così a dividere le forze politiche che sostengono il governo Draghi. Da una parte, i ministri M5S e Pd (Dadone e Orlando), favorevoli a una normativa che riveda le attuali norme sull’uso e la coltivazione della cannabis; e dall’altra il centrodestra, contrario a qualsiasi iniziativa in tal senso con la Lega schierata in prima fila. “Vorrei che da Genova ripartissero dei processi, che diano origine poi a un cambiamento organico, inclusivo, senza steccati ideologici, senza un dualismo preconcettuale: affrontiamo tutti insieme degli allarmi che sono diffusi. Non focalizziamoci solo su quelle che sono le nostre convinzioni”, è sempre l’invito della ministra M5S. Che sulla scelta di liberalizzare la cannabis operata dal nuovo governo tedesco l’Italia dovrebbe appunt. Ma il punto delicato è riuscire a raggiungere la maggioranza al Parlamento dove, infatti, mancano i numeri. Sull’adozione del testo base sulla cannabis la maggioranza si è spaccata alla Camera. A settembre Pd, M5S, Leu e Più Europa hanno votato a favore, mentre i renziani si sono astenuti e Lega e Forza Italia hanno votato contro assieme a FdI. Il testo – che prevede che sia consentita “a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto” – è ora fermo in commissione e difficilmente si riuscirà nel breve periodo a trovare una convergenza all’interno della maggioranza, sempre più divisa sull’argomento.

Per il ministro del Lavoro, il dem Andrea Orlando, “nel momento in cui una parte non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile dell’Italia, come la Germania, sembra cambiare profondamente linea su questo fronte, credo che sia inevitabile che una qualche riflessione la si faccia anche nel nostro Paese”. Immediata la reazione del leader leghista Matteo Salvini: “È molto preoccupante che un ministro della Repubblica, anziché ascoltare le tante comunità di recupero che eroicamente salvano migliaia di ragazzi e combattono le dipendenze tutti i giorni, parli con leggerezza di droga. La Lega è dalla parte della vita e dei giovani: il ministro del Lavoro si occupi di lavoratori, precari e cassaintegrati, lasci che di lotta alla droga si occupino famiglie, esperti e comunità”.

A riassumere le diverse anime del governo è la ministra per le autonomie Mariastella Gelmini. “Dico con chiarezza che faccio parte di un pensiero, di una corrente culturale, che non solo è contraria a qualsiasi forma di legalizzazione di ogni tipo di sostanza stupefacente, ma sono anche convinta che non esista una libertà di drogarsi ma che l’azione dello Stato possa e debba concentrarsi soltanto sulla liberazione dalla droga”. Gelmini ribadisce che “all’interno del governo ci sono su questo tema sensibilità diverse”. Mentre il governatore del Friuli e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha osservato: “Sono d’accordo con chi ha detto che non bisogna usare le droghe per fare campagna elettorale, ma non credo che la droga si combatte legalizzandola”.

Referendum sulla cannabis, bocciato il tentativo della Lega di bloccarlo. Ma la maggioranza si divide

Irremovibile la posizione di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia: “Ribadiamo l’assoluta contrarietà alla legalizzazione e alla liberalizzazione della cannabis. Le parole dei ministri Orlando e Dadone nel corso della Conferenza nazionale sulle politiche antidroga lanciano un messaggio devastante, confermano la posizione ideologica della sinistra Pd-M5S e spiegano il perché il governo abbia escluso dal confronto le comunità terapeutiche e chi ogni giorno si batte per salvare vite e restituirle alla libertà dalle dipendenze – ha commentato Meloni – La droga non si combatte normalizzando il suo uso come vorrebbe la sinistra ma con la prevenzione, la cura, il reinserimento socio-lavorativo e la tolleranza zero nei confronti di chi spaccia e lucra sulle dipendenze patologiche. Questa è la strada da seguire e FdI continuerà a battersi in ogni sede”. Contrario anche Maurizio Gasparri: “Non condivido l’intervento di Orlando e trovo ipocrita l’atteggiamento della Dadone che fa le interviste per la legalizzazione e poi non ne parla nel convegno perché sa che nel governo gli orientamenti non sono univoci. Si rischia di avere una conferenza di ipocrisie”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source