Caos tamponi per il coronavirus per chi rientra dall’estero: “Il mio amico è positivo ma dopo tre giorni siamo ancora in attesa”

La Republica News
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Una giungla, tra cartelli con i numeri sbagliati, richieste che non si sa a chi inoltrare e attese per i tamponi che si prospettano sempre più lunghe. Dopo la decisione di Roma di rendere obbligatorio il tampone al rientro da Grecia, Spagna, Malta e Croazia, è caos tra i lombardi che in questi giorni stanno tornando dalle vacanze e, adesso, devono fare l’analisi. Almeno cinquemila persone ogni 24 ore in questi giorni, tra Malpensa, Orio al Serio e Linate. Un numero destinato ad aumentare così come la confusione attuale: “Sono tornato il 13 agosto pomeriggio da Mykonos, ho iniziato a presentare i sintomi quella sera stessa così come la mia fidanzata. E un mio amico che era in vacanza con me ha fatto prima un test antigenico privatamente In Liguria, risultato positivo: nonostante tutto questo, ancora qui non mi hanno fatto il tampone, è assurdo”, denuncia allora Francesco, consulente di 30 anni, appena tornato a Milano dalla Grecia insieme con un gruppo di amici. Cronaca


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