Cara Azzolina la scuola deve tornare centrale ma in sicurezza. La lettera del Consiglio superiore della Pubblica istruzione

“Cara Azzolina, la scuola deve tornare centrale, ma in sicurezza”. La lettera del Consiglio superiore della Pubblica istruzione

La Republica News
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Accrescere i controlli sanitari, vaccinare al più presto tutti i docenti, potenziare il sistema dei trasporti e intervenire a livello normativo sull’anno scolastico in corso per definirne gli aspetti più importanti: monte ore obbligatorio, esami di stato e risorse per il recupero degli studenti rimasti indietro. Ma, anche, migliorare il coordinamento tra tutti gli attori che intervengono sul governo della scuola e approfittare dell’emergenza sanitaria per “attribuire effettivamente centralità e priorità alla scuola” e rilanciare il sistema d’istruzione nostrano. Ecco alcuni punti della lettera inviata lo scorso 30 dicembre dal massimo organismo collegiale italiano in ambito scolastico, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, sulle tematiche scolastiche più immediate, il ritorno in classe il prossimo 7 gennaio, e su quelle di più ampio respiro che riguardano il futuro del sistema formativo italiano.  L’organismo d’altronde si è già espresso in modo critico sulle posizioni del governo riguardo alla didattica in questa emergenza sanitaria.

“Non potevano esimerci dal farlo”, spiega il presidente uscente, Francesco Scrima. Il Cspi è stato in carica per cinque anni e adesso si dovrà provvedere al suo rinnovo. “Si tratta – aggiunge Scrima – di un documento di fine mandato: in un quinquennio, abbiamo espresso 66 pareri con professionalità, competenza e spirito di collaborazione. E non potevamo tacere sull’attuale situazione che sta vivendo la scuola. Lo spirito della lettera è di dare un contributo di riflessione alla comunità politico-istituzionale per le decisioni che prenderà in futuro. E fornire ipotesi e indicazioni su quello che serve alla scuola. Devi pensare di risolvere i problemi di oggi ma guardando al futuro”.

Pur riconoscendo gli sforzi fatti dal governo per supportare la didattica a distanza, “sono ancora presenti – scrive il Consiglio – molte e diffuse difficoltà tecniche, soprattutto di rete e di connessione che impediscono una piena e soddisfacente fruizione delle lezioni da remoto”. Duro il giudizio sulle politiche scolastiche degli ultimi governi. “Le difficoltà del momento hanno acuito e reso ancora più plateali le criticità e le carenze già presenti nel nostro sistema scolastico. Sono emersi i danni e le conseguenze di politiche scolastiche – si legge – che hanno portato a interventi giustapposti, raramente inseriti in una visione chiara e progettuale, con investimenti poco coordinati e non all’altezza delle esigenze di uno sviluppo sistematico”.

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E via all’elenco delle maggiori criticità: mancanza di sicurezza delle strutture edilizie, inadeguatezza delle soluzioni architettoniche, organici inadeguati alle necessità formative degli studenti e alle esigenze organizzative delle scuole, insufficiente supporto alla diffusione di una didattica innovativa e di qualità, limitata formazione del personale e carenza di strumentazione tecnologica. Ma non solo. Sul versante dell’imminente riapertura in presenza delle scuole, con gli studenti delle superiori in classe, i membri del Cspi avvertono il mondo della politica: “Anche a nostro parere la ripresa delle attività scolastiche in presenza deve essere una priorità assoluta evitando gli errori del passato e assicurando le massime condizioni di sicurezza a studenti e personale scolastico”.

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Per questa ragione raccomandano di incrementare i controlli sanitari, vaccinare in via prioritaria tutti gli insegnanti, potenziare il sistema dei trasporti e stabilire con ampio anticipo con quali regole si dovrà concludere l’anno scolastico in corso di svolgimento: monte ore da rispettare, modalità di svolgimento degli esami di maturità e recupero degli alunni rimasti indietro. E volgendo lo sguardo al futuro, fare in modo che le risorse del “Next Generation EU siano investite in larga parte nel sistema scolastico con una visione strategica in grado di risolvere presenti e pregresse criticità, assicurando investimenti e standard di qualità di livello europeo in tutto il territorio nazionale”. La risposta della ministra non si è fatta attendere.

“È a scuola – scrive la Azzolina – e in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante. È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare uniti, ricordandoci sempre del peso specifico che questa Istituzione ha nel percorso di ogni bambina e bambino, delle ragazze e dei ragazzi, nella vita del Paese. Arretrare sulla scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo. Non esiste – conclude – una ricetta perfetta: il virus ci impone continue riflessioni, aggiustamenti. Ma è uno sforzo a cui non possiamo né vogliamo sottrarci. Non lo abbiamo fatto nei mesi scorsi, non lo faremo adesso”.



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