Carbonara, il piatto perfetto che fa litigare puristi e innovatori

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Cosa serve?

Spaghetti o mezze maniche secondo i gusti (80 g. per ciascun commensale), uova (1 tuorlo per ciascun commensale), guanciale (in unica fetta da tagliare a striscioline, metà peso della pasta), pecorino romano grattugiato, pepe nero macinato al momento

Cosa fare?

La pasta alla carbonara, o semplicemente carbonara, è uno dei piatti più dibattuti – non solo in Italia – per le numerose versioni e interpretazioni. Noi ci attestiamo sulla versione classica dove l’uovo dà la cremosità, il guanciale la nota croccante, il pecorino il sapore e il pepe nero il profumo. Quindi, mettere l’acqua in pentola e portarla a bollore; salare leggermente. Nel frattempo sbattere i tuorli con abbondante pecorino e pepe in una terrina ampia fino ad ottenere una crema.  In una padella antiaderente, far rosolare dolcemente il guanciale che rilascerà il grasso e risulterà croccante. Spegnere la fiamma, lasciare il guanciale nella padella ma filtrare il grasso ottenuto e aggiungerlo nella terrina al composto di uova pecorino e pepe. Scolare la pasta al dente e insaporirla con il guanciale in padella (fuoco spento!), poi versarla nella ciotola con le uova. Mescolare bene e concludere con altro pecorino e pepe.

Curiosità

Il 6 aprile di sei anni fa i pastai di Unione Italiana Food – con il supporto dell’International Pasta Organisation – hanno lanciato una iniziativa social per raccogliere ricette e variazioni sul tema della carbonara, tra i piatti di pasta più amati e cucinati nel mondo: era nato il Carbonara Day. Il successo riscontrato ha definitivamente fissato questa data come il giorno per preparare un buon piatto di carbonara, con scambi e scontri tra puristi e innovatori. Il piatto, molto probabilmente, nacque negli anni del dopoguerra quando la pasta italiana incontrò gli ingredienti a disposizione dei militari americani che risalivano la penisola (uova in polvere e bacon contenuti nella “razione K”). Di certo “cacio e ova” erano già un connubio solido in cucina, specie in centro Italia, quindi fu sufficiente riunire tutto per dare vita ad un piatto che ha rapidamente varcato i confini nazionali ed è diventato un cult.

Il fatto

Il 1° aprile 2017 Bob Dylan ritira a Stoccolma – in incognito e in forma privata – la medaglia e l’attestato del Premio Nobel per la Letteratura di cui era stato insignito nell’ottobre 2016 con la motivazione “for having created new poetic expressions within the great American song tradition”. La ritrosia del cantautore americano aveva suscitato molte polemiche fin dal giorno della proclamazione, il 13 ottobre 2016. Quel giorno la prima pagina di Repubblica era stata completamente dedicata al Nobel, dato che la notizia del premio a Dylan coincise con la scomparsa di Dario Fo che lo aveva vinto diciannove anni prima, nel 1997.  

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