Caro-bollette, pressing dalla Lega al M5s. Giorgetti: “Tassare gli extra-profitti”. Conte: “Tempo scaduto, subito ristori massicci”

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MILANO – Risale il pressing dei partiti della maggioranza perché il governo intervenga nuovamente a tamponare il caro-energia. Le bollette roventi di questi mesi sono un problema sia per i commercianti – che denunciano come i consumatori frenino gli acquisti a causa dell’inflazione – che per le imprese, secondo le quali il conto dell’energia nel 2022 salirà a 37 miliardi dagli 8 del 2019. La Lega ha tenuto una conferenza stampa a Montecitorio per intestarsi la battaglia: “La pasta aumenta del 38%, poi il pane, tutto. L’energia e le bollette saranno l’emergenza nazionale del 2022, che non tutti hanno percepito. Ho chiesto a Draghi entro gennaio uno sforzo in più soprattutto per le imprese contro il caro energia”, ha esordito il leader Matteo Salvini.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nella stessa conferenza stampa ha aggiunto: “Credo che sia opinione condivisa all’interno del governo che gli extra profitti di  coloro” che ne stanno realizzando “che in relazione a questa situazione del tutto particolare” debbano “in qualche modo, non dico” esser “sanzionati, ma contribuire alla fiscalità generale per permettere di intervenire nei confronti delle categorie più svantaggiate. Le modalità le sta studiando il ministero dell’Economia e delle Finanze ma credo che si andrà in questa direzione”.

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Ulteriori indicazioni sono satte messe sul tavolo dalla sottosegretaria al Mite, Vannia Gava: “L’aumento incontrollato del prezzo delle bollette energetiche rischia non solo di colpire le famiglie, ma anche di causare una paralisi per le nostre attività produttive. Bisogna mettere in campo subito misure per fare fronte a questa emergenza. Come Lega, insieme a Matteo Salvini, abbiamo presentato proposte concrete: è necessario cambiare da subito il mix energetico nazionale e innanzitutto estrarre più gas italiano, a km zero. Oggi ne vengono estratti solo 4 miliardi, ma serve un raddoppio. Bisogna realizzare nuove e più efficienti infrastrutture energetiche, dotarsi per produrre biogas e biometano utilizzando i rifiuti, potenziare l’impiantistica regionale e raddoppiare la Tap. Servono risorse aggiuntive, almeno trenta miliardi, per aiutare imprese e famiglie”.

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“La tempesta energetica che avevamo paventato qualche mese fa è arrivata – ha aggiunto Giorgetti sul tema del rincaro del gas – Il problema ha due corna: uno di tipo immediato sull’aumento dei prezzi e dall’altro lato va posto il tema della sovranità energetica italiana in contesto europeo. Noi riteniamo che siccome l’Italia ha fatto scelta fortemente incentrata sul gas non possa essere penalizzata per questo. Noi continuiamo a pensare che il gas sia una risorsa di transizione fondamentale e indispensabile”.

Anche il M5s ha messo sul tavolo una serie di proposte sul tema. “Il ‘caro bollette’ rischia di mettere in ginocchio, definitivamente, il nostro settore produttivo, già duramente colpito dalla pandemia – ha affermato il viceministro dell’Economia, Laura Castelli – Le misure adottate in questi mesi sono importanti, ma non sufficienti”. In un post su Facebook, Castelli elenca le proposte: dall’Iva che, “nel 2022, per gas ed elettricità va azzerata sugli aumenti dei prezzi rispetto ai prezzi medi del 2021 alla rateizzazione delle bollette, senza nuovi oneri per le imprese e le famiglie che ne hanno bisogno”. Poi “a chi ha ottenuto profitti stellari dagli aumenti di questi mesi (produttori, fornitori, intermediari), senza avere un aumento dei loro costi, va chiesto un contributo di solidarietà”. Castelli aggiunge che vanno creati due fondi: il primo, in cui far confluire i proventi delle aste Co2, da destinare in modo strutturale a contrastare i rincari e il secondo, un fondo di garanzia per i Ppa, cioè per gli accordi di fornitura di energia elettrica rinnovabile a lungo termine, che possono rappresentare uno strumento efficace per garantire alle imprese energia a prezzi competitivi in una fase delicata e per evitare esposizione delle nostre imprese a scenari analoghi nel prossimo futuro”.

Al di là del tema energetico, Giorgetti ha anche fatto il punto sulle richieste di ristori delle aziende ancora in difficoltà per la nuova ondata pandemica. “Penso che lo scostamento si debba fare: prima si fa meglio è. Al momento siamo al lavoro su un decreto immediato che si sperava in settimana ma probabilmente sarà all’inizio della settimana prossima”. Ha ricordato che si tratta di “provvedimenti complessi che richiedono un passaggio parlamentare”, visto che lo scostamento deve avere l’ok delle Camere “e questo implica un coordinamento con le elezioni del presidente della Repubblica”. Salvini ha detto che la priorità della lega per il dl Ristori, che dovrebbe comportare “un miliardo minimo”, è di “aiutare le attività produttive chiuse o in difficoltà nei settori di sport, cultura, turismo e locali da ballo”. Salvini ha ribadito che, nel complesso, lo scostamento deve essere di rilievo, con “quota 30 miliardi minimo indispensabile”.

Sul punto, anche il M5s è in pressing con il leader Giuseppe Conte che scrive su Facebook: “Il tempo di attesa per aiuti economici massicci a famiglie e imprese è scaduto. I rincari della bollette pesano. Servono altri aiuti, servono nuove, immediate misure”. “Noi abbiamo una lunga lista di proposte pronte”, dall’azzeramento Iva 2022 sull’aumento delle bollette a “un contributo di solidarietà da parte degli operatori”, afferma. “Cosa aspettiamo? Si vada subito in Cdm per i ristori: non basteranno pannicelli caldi e cifre modeste, va alzata l’asticella e il M5s è pronto a sostenere un nuovo scostamento di bilancio”.

Il titolare del Mise ha anche lanciato una battuta sul caso Tim, nel mirino di Kkr: “Da un lato il governo rispetta il mercato, dall’altro intende tutelare gli asset strategici: qualsiasi Opa venga fatta c’è un perimetro entro il quale lo Stato deve mantenere il controllo”.

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