Caro bollette, vaccini e ferrovie: il Cdm “libera” 3,2 miliardi. Sciopero contro la Manovra, il garante richiama i sindacati: “Va spostato”

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ROMA – Vale 3,299 miliardi il decreto legge recante misure urgenti finanziarie e fiscali approvato dal Consiglio dei Ministri questo pomeriggio. Il provvedimento è finanziato con avanzi di spesa.

Vengono disposti “anticipi di spesa” da 1,4 miliardi per incrementare i finanziamenti a Rfi per le infrastrutture ferroviarie nazionali. Arrivano inoltre 1,85 miliardi per l’acquisto di vaccini nel 2021. Vengono poi stanziati 49 milioni aggiuntivi quest’anno per le forze dell’ordine per lo svolgimento dei maggiori compiti connessi all’emergenza epidemiologica.

Per il 2022 arriveranno 1,5 miliardi per la decontribuzione e 3,8 miliardi per calmierare gli aumenti delle bollette energetiche, aggiungendo quindi circa 1 miliardo a quanto previsto finora. Le risorse, secondo fonti di governo, saranno aumentate, rispetto a quanto previsto, grazie ad anticipi di spesa previste dal dl approvato oggi che liberano risorse per il prossimo anno. Questo consentirebbe di aumentare a 3,8 miliardi lo stanziamento totale per le bollette (in manovra ci sono 2 miliardi, a cui si aggiungono 500 milioni dal tesoretto fiscale e altri 300 secondo l’intesa già siglata in Cdm).

Sempre sul fronte della Manovra, si registra il richiamo del presidente dell’autorità garante della commissione di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, in una missiva indirizzata alle segreterie generali di Cgil e Uil, i sindacati che hanno proclamato lo sciopero generale per il prossimo 16 dicembre. L’Autorità contesta “il mancato rispetto del periodo di franchigia” per i lavoratori addetti ai servizi di igiene ambientale e servizi alla collettività e “il mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva” secondo cui è necessario che con riferimento ai singoli servizi pubblici essenziali intercorra un intervallo di almeno dieci giorni per evitare di incidere sulla continuità del servizio. “Si invitano dunque le confederazioni sindacali a riformulare la proclamazione dello sciopero in conformità alla legge, alla delibera 03/134 e successive modificazioni e alle citate discipline di settore”.

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