Casale Monferrato, divieto di ingresso in chiesa ai non vaccinati. Ma è polemica e il parroco deve tornare sui suoi passi

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“Chi non è vaccinato costituisce grave pericolo. Non è gradito in questa chiesa”. Il cartello è rimasto appeso alla chiesa di San Paolo, proprio davanti al municipio di Casale Monferrato, appena un paio di giorni. Chi lo aveva affisso, il rettore don Paolo Busto, lo ha anche rimosso dopo il polverone che quella comunicazione ha sollevato nel paese. L’immagine del cartello scritto a pennarello e attaccato con il nastro adesivo sulla porta della chiesa, infatti, in poche ore è rimbalzato sul web decine di volte. Quasi 200 cittadini l’hanno inviata al sindaco Federico Riboldi, accanito sostenitore della campagna vaccinale ma che su questa polemica ha preferito astenersi. Tanti hanno considerato la sua iniziativa esagerata, ma molti hanno anche applaudito la sua presa di posizione.

Don Paolo, 79 anni, è il rettore della chiesa e anche il direttore del settimanale diocesano Vita Casalese, uno dei giornali locali più letti della città.  Dalle pagine del giornale don Paolo ha spesso sostenuto la campagna vaccinale con toni molto accessi nella critica ai no vax. Il 15 luglio sulle pagine del suo settimanale il direttore aveva pubblicato un editoriale nel quale sosteneva una tesi simile al messaggio affisso sul portone della parrocchia.  “Sia ben chiaro: chi non è vaccinato mette a rischio la propria salute (e sono affari suoi) ma soprattutto quella degli altri – scriveva – Non possono, non devono, non possono essere tollerati nella loro pericolosità”. Nello stesso editoriale don Paolo chiedeva che i non vaccinati che si fossero ammalati di Covid fossero costretti a pagarsi le cure mediche. Oggi, dopo aver rimosso il messaggio, don Paolo, parla di “tritacarne della disinformazione”. Il parroco ha comunque dovuto rimuovere il cartello per rispettare la circolare della Cei, che in vista dell’entrata in vigore del Green Pass come lasciapassare per ristoranti, palestre e altri luoghi al chiuso, ha specificato che la certificazione non è richiesta per partecipare alle celebrazioni eucaristiche. Resta in vigore, però, l’obbligo di mascherina, il distanziamento e la sospensione dello scambio del segno della pace. 

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