Cashback e IO ancora problemi con alcune carte ecco cosa e successo dopo il crash

Cashback e IO, ancora problemi con alcune carte: ecco cosa è successo dopo il “crash”

La Republica News
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Come va il cashback su IO, dopo il trauma del debutto? Benino, ma non troppo. Con  una nota, Palazzo Chigi rileva che ancora non è possibile caricare le carte di circuiti internazionali. Non cita quali sono ma da una prova in redazione è stato impossibile attivare sul cashback Maestro e Ing Direct.
Dato che solo IO al momento sarebbe predisposta per accettare queste carte, gli italiani non possono per ora in nessun modo usarle per il cashback. Per quanto riguarda Maestro il problema è aggravato dal fatto che la stessa IO invita ad aggiungere il circuito Maestro. “Ciò dipende da problemi sull’infrastruttura di Sia che gestisce l’autorizzazione di queste carte e che sta lavorando per trovare quanto prima una soluzione definitiva in grado di supportare gli ingenti carichi”, spiega ancora la nota di Palazzo Chigi.
Per il resto, la nota sottolinea come “il servizio per aderire al cashback è attivo” (e meno male, verrebbe da aggiungere); “con tutti i canali a disposizione dei cittadini operativi. Inoltre, sull’app IO, si cominciano a visualizzare le prime transazioni con indicazione dell’importo iniziale dell’extra cashback di Natale accumulato”.
I problemi del cashback sono stati tali, in generale, che la ministra all’innovazione Paola Pisano ha detto durante il question time alla Camera, il 10 dicembre, che si valuterà la proroga del termine della prima tranche cashback, dal 31 dicembre al 6 gennaio (modifica che però richiederebbe un intervento normativo del MEF). 

Il collo di bottiglia di SIA
Era dovuto al collegamento tra IO e le reti di SIA anche il blocco del caricamento dei metodi di caricamento il 7 e l’8 dicembre. SIA si occupa dei collegamenti con le banche, per PagoPA Spa, infatti, che è la società pubblica di gestione di IO.
Un referente SIA su Repubblica dell’8 dicembre aveva confermato che le loro infrastrutture attivate per il collegamento erano insufficienti a gestire il grande volume di accessi e sono state potenziate l’8. Il motivo dichiarato è che non prevedevano un così grande afflusso dato che gli italiani sono così affezionati al contante. E invece: “Sono oltre 3,2 milioni i cittadini iscritti al programma cashback, per un totale di quasi 5 milioni di strumenti di pagamento elettronici attivati, direttamente dall’app Io o attraverso i canali messi a disposizione dagli altri soggetti (i cosiddetti “Issuer Convenzionati”)”, spiega la nota di Palazzo Chigi. Di questi 5 milioni, 2,7 milioni solo su app IO.
Ancora non è chiaro come mai SIA e PagoPA abbiano sottovalutato la grande massa di utenti interessati dato che si trattava di riuscire ad accumulare 150 euro di rimborsi in poco più di 20 giorni e avendo per giunta solo 24 ore per registrarsi prima del giorno di avvio.

Metodi alternativi
La buona notizia è che stanno crescendo le alternative ad IO per il cashback (si trovano qui). Chi ha una carta Postepay o Bancoposta, ad esempio, può usarle con il cashback attivandole a questo fine direttamente sulle relative app.
Solo IO però è l’app universale per tutti i sistemi di pagamento con carte di credito, di debito e bancomat. Il vantaggio degli altri metodi è che, non richiedendo accesso Spid o Cie, sono più comodi per chi non ha né uno né l’altro. Anche a questi utenti si consiglia però di attivare spid e app io, per altri scopi (ma magari con calma, finito il caso del cashback).
Satispay è un’eccezione perché al momento la relativa app è il solo modo per pagare con i circuiti Satispay ai fini del cashback.
Altre banche attiveranno il cashback sulle proprie app in futuro. Soprattutto si attende l’abilitazione al cashback dei pagamenti via sistemi mobile payment Google, Apple e Samsung. Non sono conteggiabili ancora dal sistema perché nascondono il numero di carta nella trasmissione (sostituendolo con un numero virtuale), a tutela della sicurezza del dato.



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