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Cashback, la maggioranza chiede correttivi sui rimborsi di Stato per i pagamenti elettronici

La Republica News
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MILANO – La mozione per interrompere il cashback da parte dei senatori di Fratelli d’Italia e dirottare le risorse sui ristori alle imprese ha l’effetto unire le forze della maggioranza nel chiedere correttivi ai rimborsi di Stato per i pagamenti elettronici, in particolare dopo i casi dei “furbetti” che hanno fatto raffiche di pagamenti fittizi pur di scalare la classifica del superpremio da 1.500 euro a semestre.

Lega, Forza Italia e Italia Viva si asterranno oggi pomeriggio in Senato sulla mozione di Fdi che prevede la sospensione del Cashback e l’utilizzo dei 5 miliardi in favore delle categorie in crisi a causa delle restrizioni anti-Covid.

Italia Viva, spiegano fonti parlamentari, voterà invece l’ordine del giorno della maggioranza che chiede di mettere in campo dei correttivi ai quali il ministero dell’Economia lavora grazie alla ricognizione tecnica di Pago Pa, la società che tira le fila del programma e traccia i dettagli dei pagamenti effettuati con strumenti elettronici registrati.

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“La misura del cashback costituisce uno degli aspetti del più vasto piano volto all’incentivazione dell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici che, a sua volta, si inserisce nel percorso più ampio della transizione digitale. Nei primi mesi dall’avvio del programma, sono emerse alcune criticità”, si legge in uno dei passaggi della mozione di maggioranza. I partiti che sostengono il governo, dunque, chiedono come hanno già fatto molte interrogazioni di “approfondire il monitoraggio del Programma Cashback, anche al fine di adottare eventuali provvedimenti correttivi, con una valutazione retrospettiva di costi e benefici in un quadro più generale di riforma e di modernizzazione in senso digitale del sistema dei pagamenti effettuati al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione”.

Gli ultimi dati presentati poche settimane fa da Durigon sul programma dicono di un incremento degli aderenti, dai quasi 6 milioni del periodo sperimentale (dicembre 2020) a più di 8,5 milioni, con 7 milioni di utenti attivi. Le condotte abusive rappresentano lo 0,2% del totale. Su questi, PagoPa è in grado di individuare le anomalie dei pagamenti ripetuti e si attende il Mef perché si individui la modalità per escluderli.



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