Caso Baiardo, Massimo Giletti sentito di nuovo in procura a Firenze

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Massimo Giletti è stato nuovamente sentito dai pm fiorentini antimafia. Il conduttore televisivo oggi pomeriggio, 18 luglio, ha riferito per la quarta volta ai pubblici ministeri. L’inchiesta per cui è stato chiamato riguarda una presunta foto che Salvatore Baiardo, uomo vicino ai boss Graviano di Cosa Nostra, avrebbe mostrato a Giletti. Un’immagine in cui si vedrebbero Silvio Berlusconi assieme a Giuseppe Graviano e il generale Francesco Delfino. Il giornalista e conduttore tv è stato convocato dopo che nelle scorse settimane erano stati ascoltati l’editore Urbano Cairo, l’amministratore delegato di La7, Marco Ghigliani, e Gianmarco Mazzi, agente del conduttore. Dopo le loro dichiarazioni, Giletti ha risposto a nuove domande.

Giletti con i pm fiorentini avrebbe parlato in particolare di una conversazione avuta con il giornalista Minoli la scorsa primavera. Durante la quale avrebbero discusso di Berlusconi e di Cairo. La Procura di Firenze, con il procuratore facente funzioni Luca Turco e l’aggiunto Luca Tescaroli, sta portando avanti la delicata inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993.

In precedenza ai magistrati fiorentini Giletti aveva spiegato di aver riconosciuto Berlusconi nella foto, di cui non sarebbe però entrato in possesso. Nel frattempo Cairo, ad aprile, ha chiuso d’improvviso la trasmissione di Giletti, “Non è l’Arena”. L’imprenditore a fine giugno ha parlato, come testimone, per quattro ore ai magistrati, spiegando tra le altre cose proprio i motivi che hanno portato allo stop anticipato del programma tv.

La Procura di Firenze aveva chiesto l’arresto per Baiardo, indagato per calunnia nei confronti (anche) di Giletti proprio per la presunta esistenza di quella foto. La misura è stata però respinta dal Gip e la Procura si è appellata allora al Riesame. Venerdì scorso doveva tenersi l’udienza per decidere dell’arresto. Ma l’avvocato di fiducia di Baiardo ha abbandonato l’incarico, il suo difensore d’ufficio ha presentato un’istanza di rinvio e l’udienza è stata così spostata al prossimo 5 settembre. A Baiardo viene contestato anche il favoreggiamento nei confronti di Marcello Dell’Utri e di Silvio Berlusconi. Entrambi finiti tra gli indagati nell’inchiesta in corso sui presunti mandanti esterni delle stragi mafiose del 1993.

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