Caso Becciu, revocato l’incarico al legale di fiducia dopo le foto in costume

La Republica News

Appena due giorni fa Ivano Iai – legale sardo della famiglia del dimissionario monsignor Giovanni Angelo Becciu – aveva presentato due denunce per calunnia, diffamazione aggravata e divieto di rilevazioni di segreti d’ufficio e di inchiesta. Al centro, in particolare, alcuni documenti riservati “continuativamente divulgati dai media in forma distorta e denigratoria”. Ventiquattro ore dopo la stessa famiglia – quei fratelli Becciu che sarebbero stati favoriti negli affari – gli ha revocato l’incarico dopo meno di una settimana. La difesa gli era stata infatti affidata lo scorso venerdì, proprio all’indomani della diffusione del Bollettino papale e del clamore attorno alla decisione di papa Francesco. Ma da ora lo studio associato di cui Iai è partner, con sede a Sassari, non seguirà più la tutela e gli interessi degli ex clienti. Una mossa a sorpresa guidata, probabilmente, da motivi di opportunità per la diffusione di alcune foto dell’avvocato, scattate al mare, e pubblicate su Dagospia. Immagini in cui l’avvocato è in posa, in costume, pubblicate dal professionista sul profilo privato di Instagram, scaricate da qualcuno e poi arrivate fino al noto sito. E che non sono passate inosservate. Il collage di Dagospia le propone accostate a quelle di Becciu, con un accenno nel sommario: “Ma gli occhi in Vaticano sono solo (…) per l’avvocato palestrato”. Il legale Iai, 48 anni, (già presidente del Conservatorio Luigi Canepa di Sassari) e legale con una certa esperienza, si dice scosso e dispiaciuto. Aveva preso con convinzione la difesa dei cinque fratelli Becciu: oltre al cardinale (ora carica svuotata) quella di Tonino, docente di religione e soprattutto presidente della coop Spes beneficiaria di contributi dalla Santa sede, Francesco, il titolare di una falegnaneria e Mario,  professiore universitario e imprenditore nel settore della birra. Sua la prima lettera in cui si legge, in riferimento all’anticipazione della inchiesta dell’Espresso: “Le notizie riportate sono destituite di fondamento e malevolmente false, in particolare per i riferimenti, fantasiosi e indimostrabili, a presunte erogazioni provenienti dall’Obolo di San Pietro e dirette a membri della famiglia del Cardinale, ovvero a enti privati riconducibili a taluni di essi”. Nelle poche, ultime, righe ufficiali con cui dà la notizia della revoca – senza alcun riferimento alle foto – si dice ”onorato della fiducia e del suo affetto non comuni”. E ancora: “Mi rattrista aver dovuto essere causa di ulteriore afflizione che si aggiunge ai patimenti ingiusti subiti in questi giorni da Sua Eminenza il Cardinal Becciu e dai Suoi Familiari”. 


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