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Caso Biot, la procura militare sequestra le prove al tribunale. È “conflitto di giurisdizione”

La Republica News
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“Ritenuto che appare necessario acquisire al procedimento tutto i materiali acquisiti nel corso dell’indagine (…) si dispone il sequestro”, di tutte le prove adesso in mano alla procura di Roma.

Con un provvedimento per certi versi inatteso, anticamera di un possibile conflitto di giurisdizione, la procura militare il 13 aprile ha chiesto ai carabinieri di sequestrare tutto il materiale già in mano ai magistrati ordinari riguardante l’indagine che vede il capitano di fregata Walter Biot accusato di aver venduto informazioni classificate ai servizi segreti russi.

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Si tratta dei verbali, dei filmati, delle risultanze delle analisi informatiche contenute nel fascicolo della procura di Roma. Il provvedimento incarica i carabinieri del Ros di sequestrare e conservare la Microscheda Sd Hc Kingston contenente 7 documenti classificati “Nato Secret”, 57 “Nato Confidential”, 9 “riservatissimo” e 65 “non classificati”.

E poi i tablet, i computer, i cellulari, i video registrati nell’ufficio di Biot allo Stato Maggiore della Difesa. Vale a dire tutto quanto è stato raccolto dopo l’arresto di Biot, avvenuto lo scorso 31 marzo: gli inquirenti hanno perquisito la casa e l’ufficio del comandante, quindi il suo ufficio presso lo Stato Maggiore della Difesa. Anche le immagini che dimostrano come in tre diverse occasioni l’ufficiale della Marina abbia fotografato i documenti riservati vendendo poi quelle foto ai russi.

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“Stiamo lavorando in collaborazione con piazzale Clodio – fanno sapere dalla procura militare – Non è un atto ostile, i pm ordinari mantengono la disponibilità del materiale”. Non la vede così l’avvocato Roberto De Vita, legale di Biot, che questa mattina era in aula in occasione dell’udienza del Riesame, durante la quale ha chiesto la revoca o quantomeno l’attenuazione della misura cautelare.

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“Quello della procura militare è un provvedimento senza precedenti”, dice il difensore. E ancora: “Abbiamo chiesto di fare chiarezza ed eccepito il difetto di giurisdizione”, ha spiegato il penalista. “Abbiamo depositato una memoria difensiva corposa, a fronte delle poche pagine che compongono l’ordinanza di arresto nei confronti del capitano”, ha continuato l’avvocato. “Abbiamo operato una piena discovery consegnando ogni cosa”, conclude.

Fino a questo momento sullo stesso caso i pm ordinari e militari hanno condotto due indagini separate. Entrambe le procure ritengono di essere l’organo inquirente titolare del caso. Ma comunque i due fascicoli autonomi e paralleli, se non emergeranno altri fatti, sono destinati a riunirsi. E l’avvocato di Walter Biot, Roberto De Vita, ha chiesto che il suo assistito venga giudicato da un’unica autorità.



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