Caso Gergiev, il sindaco di Milano Beppe Sala: “Escludo che possa dirigere alla Scala il 5 marzo”

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“Non credo che ci sarà, credo che a questo punto lo possiamo escludere”. Così, il sindaco di Milano Beppe Sala, annuncia che il direttore d’orchestra Valery Gergiev non dirigerà la replica della Dama di Picche in programma al teatro alla Scala il 5 marzo. Il sindaco, che è anche presidente della Fondazione della Scala, aveva chiesto che il maestro amico di Putin condannasse il conflitto in Ucraina. Ma Gergiev non ha mai risposto alla lettera ufficiale che gli ha inviato il teatro. E’ lo stesso Sala a spiegare: “Il maestro non ha risposto. Io certamente non ho chiesto nessuna abiura, però ho chiesto una presa di distanza dalla guerra, che è una cosa un po’ diversa”.

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Il podio della Scala non è l’unico su cui Valery Gergiev non salirà: nei giorni scorsi, anche i Wiener Philharmoniker hanno cancellato la sua presenza nella tournée negli Usa che ha visto l’orchestra austriaca suonare alla Carnagie Hall di New York per tre date.

“Vedo che altre persone nel mondo artistico, tipo la Netrebko, si sono espresse in questo modo, e anche molti nel mondo dello sport. Io non voglio giudicare ma quello che so, ho chiesto un attimo fa al sovrintendente Dominique Meyer – ha aggiunto Sala -, è che Valery Gergiev è ripartito e non ha risposto”. “Vedremo quello che succederà – ha concluso – questo è un tema che è stato sollevato da Milano ma varie realtà e templi della musica hanno risposto”.

Non solo. Proprio oggi, lunedì 28 febbraio, scade anche un altro ultimatum che il sindaco di Monaco Dieter Reiter, anche a nome della Munchner Philharmoniker, ha rivolto a Gergiev. Se non prenderà le distanze dalla guerra, è il messaggio, finità la collaborazione con l’orchestra di cui è direttore principale dalla stagione 2015/16.

Netta, invece, la posizione dell’agente internazionale di Gergiev, Marcus Felsner. “Alla luce della guerra criminale perpetrata dal regime russo contro la nazione Ucraina democratica ed indipendente, e contro l’aperta società europea nel suo complesso, è diventato impossibile per noi, e chiaramente sgradito, difendere gli interessi del maestro Gergiev”.

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