Caso Gregoretti, il giudice: “Salvini non sequestrò i migranti” . Il leader della Lega: “Riconosciuta la mia correttezza”

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A Matteo Salvini “non può essere minimamente addebitata alcuna condotta finalizzata a sequestrare i migranti per un lasso di tempo giuridicamente apprezzabile”.

Lo afferma il gup di Catania, Nunzio Sarpietro, nelle motivazioni della sentenza che ha prosciolto l’ex ministro dell’Interno nel caso Gregoretti. L’ex ministro dell’Interno, è la valutazione del giudice, bloccando a bordo della nave della Guardia costiera per diversi giorni i migranti soccorsi nel Mediterraneo,  non ha violato le leggi. ” La formula liberatoria da adottare –
prosegue il gup – è quella ‘perchè il fatto non sussistè, dato che l’imputato ha agito non contra ius, bensì in aderenza alle previsioni normative primarie e secondarie dettate dal caso di specie”.

Nave Gregoretti, il giudice assolve Salvini: “Non luogo a procedere, il fatto non sussiste”. Il leader leghista: “Quando tornerò al governo farò la stessa cosa”

Nel pieno della sua polemica con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese a cui addebita la responsabilità dell’aumento degli sbarchi in Sicilia, Matteo Salvini non perde un attimo nell’affermare la sua piena soddisfazione: ” Dopo tanti insulti, invenzioni, intercettazioni ‘alla Palamara’ e attacchi politici di ogni genere, vedere riconosciuta, nero su bianco, la correttezza del mio operato alla guida del Viminale è fonte di grande soddisfazione”, scrive su Facebook il leader della Lega che , incassando il non luogo a procedere a Catania, ricorda il prossimo appuntamento giudiziario di Palermo dove, con le stesse imputazioni di sequestro di persona, si ritrova imputato davanti al tribunale di Palermo.

la scheda

Caso Gregoretti, perché è diverso da quello Open Arms

“Purtroppo a settembre, per un caso analogo (riguardante la Ong spagnola Open Arms), – ricorda il leader della Lega – sarò a processo a Palermo accusato di ‘sequestro di persona’, fino a 15 anni di carcere la pena prevista: spero che sarete al mio fianco, credo di avere dimostrato concretamente da Ministro dell’Interno che cosa si possa ottenere nella gestione dell’immigrazione clandestina, a difesa dell’ITALIA. L’ho fatto realizzando ciò che mi avevano chiesto gli italiani con il loro voto e lo rifarò: volere è potere. Grazie amici per tutto il supporto che mi avete dato e per quello che mi darete, per me è fondamentale”.

Nella motivazione della sentenza di Catania, il Gup Sarpietro ricorda l’ampia istruttoria fatta in aula con l’acquisizione di testimonianze e documentazione. ” L”ampia istruttoria portata a compimento da questo giudice ha consentito di esplorare le vicende processuali nella loro interezza, e, conseguentemente, l’ulteriore vaglio di un altro giudice sarebbe inutile”.  La condotta di Salvini, argomenta Sarpietro, non va “ritenuta penalmente rilevante” e “gli elementi proposti dal tribunale dei ministri di Catania, come legittimanti il rinvio a giudizio, “si sono rivelati non fondati e, comunque, bilanciati da altri chiari e probanti dati probatori a favore dell’inquisito, che li elidono o, comunque, li rendono contraddittori e soprattutto inidonei a sostenere l’accusa in un giudizio dibattimentale”.
 

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