Caso Scieri, tre assoluzioni e due rinvii a giudizio per il parà morto

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Tre assoluzioni e due rinvii a giudizio sono stati decisi dall’ udienza preliminare del processo per la morte di Emanuele Scieri, il paracadutista della Folgore deceduto in circostanze mai del tutto chiarite alla caserma Gamerra di Pisa il 13 agosto 1999. Il gup ha disposto il non luogo a procedere per il sottufficiale dell’esercito Andrea Antico accusato di omicidio volontario aggravato, per non avere commesso il fatto, e per gli ex ufficiali della Folgore, Enrico Celentano e Salvatore Romondia, perché il fatto non sussiste.

Caso Scieri, riesumata la salma del parà siciliano morto nella caserma Gamerra di Pisa

Rinviati invece a giudizio i due ex caporali Alessandro Panella e Luigi Zabara. Il processo inizierà ad aprile e dovrà ricostruire il quadro di quella morte. Per anni si è parlato di nonnismo, gli accertamenti degli inquirenti sono andati in quella direzione: una punizione così violenta da uccidere il giovane prà appena arrivato nella caserma. Aveva 26 anni.

Pisa, caso Scieri: la procura chiede il processo

Secondo la ricostruzione fatta a suo tempo dalla procura di Pisa Scieri, il parà venne sorpreso in caserma a telefonare col cellulare, cosa vietata a sera. Alcuni commilitoni se ne accorsero e decisero di punirlo: “Prima gli viene ordinato di svestirsi parzialmente poi fu percosso” e quando il parà si riveste, per sfuggire alle violenze “tenta di salire sulla scala della torretta” arrampicandosi “dalla parte esterna”. E lì viene inseguito da Panella “passato da dentro” che lo avrebbe “continuato a colpire: lo testimoniano le lesioni a mani e corpo di Scieri, che gli fanno perdere la presa e precipitare da 10 metri”.

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