Cassazione senza vertici, quel conflitto di interessi del giudice di Palazzo Spada

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ROMA – “Carta canta”… come diceva ormai trent’anni fa Antonio Di Pietro. E nella bocciatura, a ridosso dell’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, con evidente effetto delegittimante, del primo presidente Pietro Curzio e della sua presidente aggiunta Margherita Cassano, c’è una carta “che canta”. Anzi, per dirla tutta, ce ne sono ben due di carte. Testimoniano che non un giudice qualunque, ma il “relatore estensore”, come scrivono al Consiglio di Stato, di entrambe le sentenze, il consigliere di palazzo Spada Alberto Urso, nel 2018 aveva superato il concorso per entrare in quota Cds, a seguito di varie prove scritte e orali valutate da una commissione esaminatrice di cui faceva parte anche Angelo Spirito, cioè proprio il consigliere…

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