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Cdp, arriva l’offerta ai Benetton per Autostrade e a Enel per Open Fiber

La Republica News
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Roma. Autostrade e banda larga, arriva l’effetto Draghi. Sarà un caso, ma a pochi giorni dalla nascita dal governo guidato dall’ex presidente della Bce potrebbero sbloccarsi due dossier che si trascinano da stancamente mesi. A dimostrazione di come, con una maggioranza politica quanto mai allargata, stiano venendo meno veti incrociati e ci siano meno timori a prendere decisioni anche complicate.

Oggi pomeriggio è convocato il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi Prestiti con all’ordine del giorno due punti rilevanti per il futuro delle infrastrutture fondamentali del paese: la rete autostradale al momento controllato dalla famiglia Benetton e la rete a banda larga di Open Fiber.

Nel primo caso, Cdp è chiamata a deliberare sull’offerta “vincolante” per l’88 per cento di Aspi (Autostrade per l’Italia), il primo concessionario italiano con oltre 3 mila chilometri di rete autostradale, ora in mano ad Atlantia, la “cassaforte” dei Benetton. Sono sette mesi, con l’accordo raggiunto al termine di un lungo braccio di ferro dopo il crollo del ponte Morandi costato la vita a 43 persone, che si rinvia la decisione sul prezzo da mettere sul tavolo delle trattative. Sette mesi fa, Atlantia diede il via all’ingresso di Cdp nel capitale di Aspi, in cordata con due fondi di investimento internazionale (l’americano Blackstone e l’australiano Macquarie).

La rete di Aspi è così destinata a tornare sotto il controllo pubblico, in seguito si deciderà come metterla ancora in gara. Prima, però, va risolto il nodo del prezzo. Atlantia ha già respinto due proposte e ora aspetta quella vincolante entro il mercoledì. Le due offerte precedenti valutavano il 100% di Aspi tra 8,5 e 9,5 miliardi, meno di quanto si aspetta Atlantia, tra 11-12 miliardi. La soluzione solitamente in questi casi sta nel mezzo, ma è più probabile che Cdp superi ma non di molto la parte alta della forchetta di valutazione. 

Come già emerso, Cdp dovrebbe essere l’azionista di maggioranza della nuova compagine di Aspi, con il resto diviso tra i fondi, ma la possibilità per la Cassa di salire successivamente al 51%. Il cda di Atlantia darà poi la sua risposta a stretto giro di posta, visto che il suo cda è convocato per venerdì. Da vedere anche come verrà risolto il nodo del Piano economico finanziario: i Cinquestelle sono sempre stati contrari al fatto che Cdp facesse una offerta senza conoscere i termini del Piano tariffario.

Enel-Open Fiber: il mercato brinda al passo per la rete unica. Ma la strada è ancora lunga

C’è poi il capitolo banda larga. In questo caso, Cdp deve decidere se esercitare la prelazione (scade giovedì prossimo) sul 50% della rete di fibra ottica controllata da Open Fiber ora in mano al gruppo Enel (il restante 50% è della stessa Cdp). A Cdp va bene andare in maggioranza, per cui è probabile che faccia una offerta fino al 10%, non oltre. Anche perché Enel ha in mano una offerta dal fondo Macquarie che valorizza il 50 per cento di Enel 2,65 miliardi di euro. Una cifra che Cdp considera eccessiva.

Ma la cassa ha necessità di salire nel controllo per poi avviare una trattativa per arrivare a una rete unica delle infrastruttura per la diffusione di internet veloce che prevede una fusione con la società delle rate di Telecom Italia. Non è un caso che all’ordine del giorno del cda di Cdp ci sia anche la decisione sul presentare o meno una lista per il cda della stessa Telecom, di cui controlla il 9,9% (primo socio il gruppo francese Vivendi), con la quale andare poi al confronto con il mercato.



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