C’è un buco nella rete, web master trentenne si compra per tre dollari il sito di Google Argentina

Pubblicità
Pubblicità

NICOLAS Korona, 30 anni, web designer, per un attimo è rimasto sbalordito: aveva acquistato per soli 270 pesos (2,8 dollari) il dominio di Google.com.ar, la versione argentina del gigante del web. Ha verificato, è entrato nelle informazioni sul gestore e proprietario ed ha trovato tutti i suoi dati. Era tutto vero. Aveva in mano anche la ricevuta dell’avvenuto acquisto. 

Dimenticate il 5G, è cominciata già la corsa al 6G

Scherzi della tecnologia. Il domino del motore di ricerca era saltato, c’è stato allarme nella rete con la gente che chiedeva spiegazioni. Nicolas, che stava costruendo una pagina web per un’azienda, ha cercato di capire, è riuscito invece a entrare, ha proseguito, ha visto che il domino era libero, lo ha comprato, ha pagato, ne è diventato proprietario. Fortunato ma anche scaltro. Conosce bene la rete: ci lavora, è il suo pane quotidiano. Ma come lui ce ne sono decine di migliaia. Lui ha colto l’attimo ed è stato ripagato. Con il popolo del web che lo acclamava. Paladino della libertà, aveva battuto il gigante.

La fine del World Wide Web

Chi navigava da almeno due ore senza riuscire a connettersi con il motore di ricerca quando finalmente è apparso il dominio ha pensato che il black-out era rientrato. Ha continuato a fare quello che faceva prima. Molti altri hanno invece capito. Hanno scoperto che Google non era più di proprietà del gigante dell’informatica ma dii un singolo utente, un normale cittadino. Nicolas,  raggiante, ha vissuto il suo momento di notorietà; si è fatto travolgere dalle migliaia che usavano il “suo” google.com.ar. In due ore ha avuto oltre 85 mila like sul suo account twitter.

Odio politico e disinformazione sul Covid, il Congresso Usa accusa Big Tech

E’ stato lui stesso a raccontare cosa è accaduto. Nulla di illegale. Ha sfruttato, senza volerlo, i paradossi del web. “Ho iniziato a ricevere messaggi su whatsapp”, spiega, “mi dicevano che Google non era attivo. Ho verificato sul mio browser e ho visto che effettivamente non si caricava. La cosa era strana, non mi convinceva. Allora ho cercato il Network Information Center Argentina, l’organizzazione responsabile delle gestione dei domini nel nostro paese e lì ho scoperto che il dominio di Google era disponibile all’acquisto”. Il web designer non ha perso tempo e incuriosito più che convinto ha proseguito nella procedura. “Alla fine l’operazione è andata a buon fine e ho ricevuto la mail di conferma con allegata la fattura dell’acquisto. Era di 270 pesos, che corrispondono a circa 2,90 dollari”.

Google licenzia un’altra ricercatrice del team sull’intelligenza artificiale

Nicolas Korona era sconcertato. Pensava a una delle classiche truffa sulla rete. Rassegnato ad aver buttato i tre dollari ha digitato Google, toccato la barra di ricerca, premuto invio. “E sono apparsi i miei dati personali”, ricorda ancora adesso spaventato più che emozionato. “Non avevo assolutamente cattive intezioni”, precisa, “ho solo provato a comprare il dominio e il NIC me lo ha consentito”. La casa madre ha ammesso che aveva avuto un blocco. Ma ha ricordato che la sua licenza argentina scade nel luglio del 2021. 

Odio politico e disinformazione sul Covid, il Congresso Usa accusa Big Tech

Cosa è accaduto allora? Si pensa a un disguido. Un buco nella rete. Il NIC, l’ente che controlla i domini nel Paese, ovviamente dopo un paio d’ore ha revocato la proprietà al giovane. Nicolas Korona resta prudente, ha timore di qualche conseguenza. Nessuno gli ha spiegato perché Google argentina è rimasto in vendita per oltre due ore e mezzo. Sa solo che i 270 pesos non gli sono stati restituiti.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source