C’è un modo per non sfruttare i rider. Lo ha inventato Tadan, una startup di Pisa di Andrea Lattanzi

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“Il modello del cottimo, nel quale senza consegne il rider non guadagna, è sbagliato. Non si può scaricare sul lavoratore il rischio di impresa”. Davide Anzalone è tra i fondatori di Tadan, piattaforma di food delivery nata a Pisa durante il lockdown 2020 che ha deciso di pubblicare, sul servizio GitHub e con licenza open source, l’algoritmo con cui vengono distribuite le consegne ai rider. Nessun tipo di ranking o valutazione in base allo storico delle consegne, come previsto per altro da una recente sentenza del tribunale di Bologna. L’algoritmo di Tadan, progettato a seguito di un accordo con Nidil Cgil, non prevede nessun tipo di classifica per i rider. Inoltre, la piattaforma avviata da ragazzi poco più che trentenni, ha firmato per i suoi 80 rider sparsi fra Pisa, Livorno, Firenze e Lucca contratti co.co.co di durata variabile che prevedono bonus per festivi, chilometri effettuati e maltempo: “Sono il giusto compromesso tra flessibilità e tutela ma – dice Anzalone – se da un lato sono un costo, dall’altro con una buona organizzazione dei turni riusciamo ad abbattere i costi e a rendere il nostro modello sostenibile”.

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