Cefla cresce nel medicale e vede la ripresa all’estero

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«Lo scorso anno abbiamo retto decisamente bene, e oggi vediamo una crescita degli ordini superiore non solo ai primi mesi del 2020 ma anche allo stesso periodo del 2019. Possiamo ambire ad un nuovo bilancio-record». Il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci, guarda «con ottimismo» al futuro. Del resto, ne ha tutti i motivi: il Gruppo imolese, nato nel 1932 da una società cooperativa specializzata impianti elettrici e termoidraulici e ramificatosi negli anni in quattro business unit che spaziano dalla produzione di attrezzature odontoiatriche alla progettazione di soluzioni di illuminazione architetturale, anche nell’anno della pandemia ha continuato a investire «in una prospettiva di medio-lungo periodo». Lo scorso marzo, nel bel mezzo della quarantena, ha annunciato l’acquisizione della maggioranza di Stern Weber Polska, storico partner nella distribuzione dei marchi di Cefla in Polonia. A fine 2020, quindi, ha siglato l’accordo per il 90% delle quote della società di ingegneria tedesca “Plant Engineering GmbH”. E soltanto poche settimane fa è entrata in piena operatività il nuovo Showroom & Training Center dedicato alla business unit Medical Equipment: 3.600 metri quadri di spazi espositivi e sale congressi che diventano ancora più preziosi «nella prima fase della ripartenza, in attesa che ripartano gli eventi fieristici».

Sforzi e investimenti che consentono di guardare con fiducia ai mesi a venire. «Contiamo di recuperare in percentuale quanto perso lo scorso anno – il bilancio consolidato 2020 si dovrebbe chiudere un fatturato di poco superiore ai 530 milioni di euro, in calo del 9% rispetto al record del 2019, ndr – e magari di andare anche oltre». I segnali vanno tutti in quella direzione, dal momento che il primo bimestre del 2020 ha portato un aumento sia in termini di volume che di portafoglio ordini. Il 60% dei ricavi del Gruppo è legato alle esportazioni, che in questo momento godono del traino offerto dal mercato cinese e statunitense. «Registriamo grande dinamismo nei paesi in cui la vaccinazione e già diffusa», e proprio per questo motivo l’unica nota di preoccupazione che Balducci si lascia sfuggire è legata «alla competitività del sistema Italia nella gestione tempestiva della campagna di immunizzazione». Ma buoni segnali si registrano anche sul fronte interno, al quale è maggiormente orientata la business unit “Engineering” specializzata nei settori delle centrali elettriche, del riscaldamento e della tecnologia dei combustibili, ma anche dell’ingegneria dei servizi per l’edilizia.

«I carichi stanno aumentando velocemente, ci sono quasi più possibilità di quelle che riusciamo a gestire», prosegue Balducci. Un esempio? Soltanto pochi giorni fa Cefla si è aggiudicata la gara per la progettazione e la realizzazione della struttura destinata ad ospitare il nuovo data center del Cineca al Tecnopolo di Bologna. Anche il numero dei lavoratori – attualmente si contano circa 2mila tra soci-dipendenti e manager – è in aumento «a parità di perimetro aziendale». La postilla è importante, non solo per le acquisizioni di cui sopra ma anche perché Cefla ha approfittato del periodo «per portare a termine un riposizionamento strategico semplificando la complessità del gruppo». Il ramo d’azienda shopfitting (attiva nella progettazione e realizzazione di scaffalature e arredamenti per negozi e supermercati) è stato infatti ceduto al gruppo svedese Itab Shop conservando una quota del 19%. «Era un’area che non ci appagava completamente in termini di performance economiche, ma con questa operazione abbiamo garantito la piena occupazione e dato una prospettiva più solida ai lavoratori». 

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