Cento partono, solo uno arriva: i progetti rinnovabili decimati dalla burocrazia

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Trecento a tre. È la proporzione tra il possibile e il reale, quando si parla di energie rinnovabili. Un fattore cento che illustra, meglio di qualsiasi analisi, il divario tra quello che si potrebbe fare, in termini di impianti eolici e fotovoltaici, e ciò che si concretizza effettivamente. I numeri sono implacabili: nel 2022 le richieste inoltrate a Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, per la “connessione di iniziative rinnovabili” hanno raggiunto complessivamente circa 300 gigawatt (erano 150 gigawatt all’inizio dell’anno), ma entro la fine di dicembre saranno stati realmente terminati e allacciati alla rete appena circa 3 gigawatt di campi eolici e fotovoltaici.

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