Centomila pizze per i rifugiati: la missione dei volontari al confine con l’Ucraina

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A raccontarlo è una giornalista freelance, Alice Benatti, sui canali social più in voga come Facebook e Instagram. Ma oltre l’aspetto mediatico, che è il minore, il progetto Italpizza per l’Ucraina è di fondata importanza sociale ed etica. L’azienda produttrice di lievitati surgelati, infatti, ha organizzato e spedito un convoglio umanitario direttamente a Przemysl, cittadina a poco meno di 15 km dal confine ucraino, a sua volta non lontano da Leopoli. I volontari si occuperanno di rifocillare i profughi che stazionano lì per rifugio o in attesa di una nuova tappa del loro viaggio. 

L’iniziativa è stata fatta partire nella più totale trasparenza ed etica, dal momento che è stata coordinata con l’Ambasciata d’Ucraina in Italia, finalizzata solo al voler “portare supporto a un popolo stremato dagli orrori della guerra”. Il primo step dell’iniziativa è consistito in una raccolta fondi rivolta agli affiliati al gruppo (circa 1000, non sono stati interpellati i clienti in alcun modo), il cui valore totale è stato raddoppiato dall’azienda. Successivamente è stata l’Ambasciata a fornire le indicazioni necessarie per individuare il luogo più adatto.

È stato scelto quindi il centro di prima accoglienza di Przemysl in Polonia, dove a fine marzo 2022 sono arrivati quindici forni e il relativo personale necessario per somministrare pasti caldi e pronti agli ospiti. Il tutto grazie a un convoglio di 10 mezzi (comprendenti anche un’ambulanza e un pulmino) oganizzato anche grazie l’aiuto di: ANPAS Emilia Romagna – Coordinamento Protezione Civile, l’AVPA Croce Blu di Modena e AVAP Croce Verde di Pavullo. 

Il progetto è ancora in corso e i canali social vengono aggiornati costantemente, quasi in tempo reale, in modo da poter essere efficienti nella comunicazione e nella trasparenza, ma soprattutto per poter dare informazioni utili a chi fugge e a chi vuole aiutare i profughi. Come nel caso del messaggio che hanno lanciato nell’etere per quanto riguarda l’organizzazione polacca in merito alla questione: “Lungo l’autostrada polacca A4 che attraversa il Paese da ovest a est fino al confine con l’Ucraina, cartelli luminosi attirano l’attenzione di chi si sta spostando lungo questa tratta. “Helpline for ukrainian citizens”, si legge. Poi un numero di telefono: è quello che i profughi in fuga giunti in terra straniera possono chiamare per ricevere assistenza.Chi scappa dall’Ucraina non ha bisogno di documenti per entrare in Polonia. Il governo offre rifugio ai profughi nei centri di accoglienza e accesso all’assistenza sanitaria polacca. Nel centro di Przemysl sono arrivati ONG, associazioni e volontari da tutto il mondo per contribuire a rendere questa accoglienza la più umana possibile”.

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