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Centristi, grillini in fuga e il fido Arcuri: ecco chi lavora al partito di Conte

ROMA – Fino all’inizio di dicembre, racconta un esponente di governo di 5Stelle, Giuseppe Conte dribblava con abilità la domanda diretta sulla costruzione di un partito personale: «No, in questo momento non mi interessa. Il Paese ha altri problemi». E il premier, durante i saluti di fine anno, ha ribadito di non lavorare ad una propria lista. Ma c’è chi lo fa per lui, in Parlamento e fuori. Specie ora che i venti di crisi spirano in modo più intenso.

Negli ultimi giorni, fra Camera e Senato, uno strano attivismo vede protagonisti reali o sedicenti architetti di un progetto politico che vede come leader il presidente del Consiglio. Si infittiscono messaggi, telefonate, incontri. Sono i “responsabili” che tornano in campo: centristi, ex forzisti, ex grillini al lavoro per costruire una scialuppa che salvi Conte in caso di addio dei renziani alla maggioranza.

Però, si badi, coloro che sovraintendono al cantiere lo fanno anche per porre le basi di una lista del premier nell’eventualità di elezioni anticipate. «Sì, mi hanno chiamato amici dell’entourage di Conte e vari parlamentari per sapere se fossi interessato a un progetto di ampio respiro», conferma Osvaldo Napoli, parlamentare di lungo corso che alle avances ha risposto ribadendo il suo legame con Berlusconi ma anche l’amicizia con la “ribelle” Mara Carfagna.

Nel frattempo Napoli si è però iscritto alla pattuglia di chi, se il Paese dovesse scegliere fra Conte e Salvini, saprebbe con chi andare. Con «Giuseppi», ovviamente. I frenetici lavori di realizzazione di una “cosa” contiana portano addirittura a una duplicazione di sigle. Il senatore Raffaele Fantetti, che ha lasciato Fi per il Maie (Italiani all’estero), ha fondato un’associazione e un sito web che veicola le ambizioni del primo ministro: “Italia 23”, si chiama.

Quel nome, però, l’ha registrato pure un altro forzista, Gianfranco Rotondi, con una piccola sfumatura (si chiama “Italia 2023”) ma con obiettivi simili: «Con Fantetti ho parlato, ci vedremo presto. Noi vogliamo mettere assieme esponenti del mondo moderato e ambientalista: la nostra idea – dice Rotondi – è quella di correre da soli nel 2023 ma in caso di voto anticipato, se l’alternativa è Salvini, è chiaro che staremmo con Conte. Anzi, crediamo che questa sia la piattaforma ideale per il suo progetto».

In questi giorni, fra Camera e Senato, i “buttadentro” della maggioranza non fanno fatica nelle operazioni di reclutamento: in prima fila c’è Bruno Tabacci (per cui Conte «è un punto di evoluzione del partito democristiano») che nel gruppo del Centro democratico ha portato due ex grillini come Gloria Vizzini ed Elisa Siragusa.

Ma altri fuoriusciti di M5S non sono insensibili al fascino dell’avvocato: da Gregorio De Falco a Gianni Marilotti. Mentre nel Maie, a fare da collettore di voti per Conte, oltre a Fantetti c’è il pugliese Antonio Tasso. Lo zoccolo duro, come detto, potrebbe essere costituito da centristi quali Paola Binetti, Antonio Saccone, Antonio De Poli, Sandra Lonardo. E poi si torna ai forzisti in possibile uscita, da Deborah Bergamini a Renata Polverini. Mentre si sfilano dal progetto, quanto meno a parole, i totiani di  “Cambiamo!”, Romani, Berutti e Quagliariello: “Non corrisponde assolutamente alle nostre prospettive politiche il soccorso a questo governo”, dicono. Ma con i rappresentanti del gruppo misto, a Montecitorio come a Palazzo Madama, dialoga un giorno sì e l’altro pure Federico D’Incà, forse il ministro 5S più fedele a Conte.

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Il premier osserva in silenzio, almeno per ora. Alcuni rumors che provengono dal mondo dell’impresa raccontano che in realtà il premier si sta già preparando. Affidando al fedelissimo Domenico Arcuri, che è stato ad di Invitalia, l’incarico di sondare eventuali finanziatori per la nuova ceratura politica. Conte rimane convinto comunque che, se la lista nascerà, non potrà che avere un appiglio forte fuori dal Parlamento. E in questo un pezzo del Pd la pensa come lui: per rafforzare la coalizione, in caso di elezioni a breve, serve una lista che rafforzi quelle giallorosse, attingendo dalla società civile.

Sul territorio, intanto, c’è chi si è già portato avanti: se in Campania l’europarlamentare pd Andrea Cozzolino invoca una lista Conte per le Comunali 2021, in Sicilia il viceministro Giancarlo Cancelleri ha nei fatti cominciato a cercare adesioni al nuovo soggetto politico che, con M5s e Pd al fianco, lo vedrebbe candidato governatore nel 2022. Il partito che non c’è è già in campagna elettorale.



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