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Centrodestra, palco azzurro e palloncini tricolore: la Lega in piazza a Roma. Salvini insiste sull’addio alle mascherine, scontro con Anm sulla giustizia

La Republica News
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Un anno fa in piazza, era il 4 luglio, contro il governo Conte. Oggi di nuovo in piazza non come opposizione ma come parte della maggioranza del governo Draghi. Un evento per “ripartire”. E proprio sulle ripartenze, dopo un anno e mezzo segnato dal Covid tra restrizioni e dolore, che punta Matteo Salvini: in piazza Bocca della Verità a Roma davanti ai suoi circa 4mila sostenitori, il leader della Lega prova a incassare quelli che ritiene i suoi successi sulle riaperture. Ma non solo. Oggi sul palco azzurro senza simboli di partito della manifestazione della Lega, ‘Prima l’Italia. bella, libera, giusta’, tra palloncini tricolore ancorati alle transenne, mille magliette, mille bandiere, si discute anche delle prossime amministrative e dei referendum sulla giustizia promossi da Lega e Partito Radicale. E su questo punto è scoppiata la polemica tra il presidente dell’Anm che annuncia “una ferma reazione a questo tipo di metodo” e Salvini che considera le parole di Giuseppe Santalucia “gravissime, una minaccia insopportabile. Chiedo il rispetto della Costituzione. Mi auguro che intervenga chi di dovere”, riferendosi al presidente Mattarella.

Centrodestra, la Lega torna in piazza: Salvini punta sulla carica dei cinquemila

Mentre le forze dell’ordine che presidiano la piazza controllano temperatura e zaini dei partecipanti, Annalisa Minetti che canta l’inno di Mameli dà il via alla manifestazione “la prima grande, sicura e ‘mascherinatà manifestazione dopo un anno di paura”, osserva Salvini. Che entra subito nel vivo dell’evento: “Ringrazio Draghi che ha chiesto un parere al Cts” sulle mascherine all’aperto “e mi auguro che arrivi il prima possibile”. E dal palco grida ‘Dajè annunciando la presentazione ticket per il Campidoglio Simonetta Matone e Enrico Michetti. “A Roma il centrodestra punta sull’orgoglio, su una città che torni capitale, su sicurezza e decoro, velocità e mezzi pubblici, rifiuti che diventano energia. Lasciamo le polemiche su storie e morti ad altri, noi ci occupiamo di vita vera reale, io comincio e finisco dalle periferie – commenta il segretario leghista – L’Italia non può più essere una colonia o un campo profughi, l’Italia è il paese più bello del mondo. A proposito di lavoro, abbiamo affidato nelle mani di un uomo e una donna il futuro di questa straordinaria città per archiviare anni di malgoverno di Pd e M5S”.

La parola passa così a Matone, candidata del centrodestra a vicesindaco della Capitale: “Io ed Enrico siamo in ticket, tra noi non ci sono rivalità perché veniamo da mondi diversi, votare noi vuol dire votare il nuovo e voltare pagina. Roma non può essere solo buche, autobus e metro pieni di gente durante la pandemia, cinghiali in strada. Occorre una visione internazionale”. E aggiunge: “Ho deciso di mettermi a disposizione e al servizio di Roma che non può essere Mafia Capitale, perché non lo è. La nostra discesa in campo è una sfida, come direbbe Berlusconi a cui mando un saluto. La più grande idiozia del nostro tempo è lo slogan ‘uno vale uno’, va bene sui diritti ma non sulla professionalità. Questo ha permesso di stare nei gangli del potere a chi oggi governa Roma”. Interviene Michetti, candidato sindaco: “Una volta Roma era una delle cartoline più belle del mondo, ora tutto il mondo conosce Roma per i rifiuti che gli mandiamo”. L’avversario che teme di più? “L’astensionismo – risponde Michetti – Significherebbe che il nostro sogno non ha appassionato i romani, abbiamo un grande programma e registriamo entusiasmo. Vogliamo una Roma pulita, sicura, efficiente”.

La scaletta del partito di via Bellerio prevede poi il videomessaggio del trio ‘Il Volo’, la delegazione di chef, i rappresentati del partito Radicale con cui la Lega ha presentato i referendum sulla giustizia. Assenti Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia per “motivi familiari e personali”, si precisa. Presente invece tutto lo stato maggiore della Lega e le conclusioni sono affidate a Salvini.

Previsto l’ntervento dei governatori Massimiliano Fedriga, Antonino Spirli’, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti. Poi quelli di Gianluigi Cimmino, ceo Gruppo Pianoforte Holding – Yamamay e Carpisa; Paolo Bianchini, presidente Nazionale M.i.o. Italia (con ristoratori Andrea Madonna e Enrico Guidi) e, tra gli altri, lo chef e esperto di cucina Alessandro Circiello insieme a una delegazione del comparto con il ministro Massimo Garavaglia. Prima delle conclusioni di Salvini la parte sulla giustizia è affidata alle testimonianze di familiari oltre agli interventi del segretario del partito Radicale Maurizio Turco e di Giulia Bongiorno.



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