Cgil, “mobilitazione fino allo sciopero generale”. L’assemblea apre a una proposta di legge sul salario minimo

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Conferma della manifestazione del 30 settembre, e in aggiunta una consultazione straordinaria di lavoratrici, lavoratori, pensionati e pensionate – da tenersi proprio tra settembre e ottobre – quando entrerà nel vivo la scrittura della Manovra da parte del governo. Una consultazione “sulle nostre proposte alternative alle politiche economiche e sociali del governo e per chiedere l’impegno alla mobilitazione fino allo sciopero generale”, si legge nell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea generale della Cgil partita il 19 e chiusa il 20 luglio. 

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Il sindacato guidato da Maurizio Landini affila dunque le armi del braccio di ferro con l’esecutivo Meloni. Tra i punti toccati, anche il salario minimo. L’assemblea ha infatti dato mandato alla segreteria “di valutare anche la predisposizione di una proposta di legge di iniziativa popolare per una legge sulla rappresentanza di sostegno alla contrattazione nazionale e per il salario minimo, a partire dall’attuazione degli articoli 39 e 36 della Costituzione e con una soglia salariale oraria sotto cui nessuno sia costretto a lavorare”. Un rilancio, dunque, della proposta di legge delle opposizioni che è destinata con ogni probabilità ad esser affossata dalla maggioranza, che ha già presentato un emendamento soppressivo che sarà in votazione la prossima settimana.

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Tra le armi predisposte dalla Cgil anche “la possibilità di ricorrere allo strumento di referendum abrogativi delle leggi che hanno incentivato la precarietà del lavoro, al fine di poter assumere le specifiche e necessarie decisioni”.

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Il prossimo appuntamento dell’assemblea di corso d’Italia è fissato a Bologna per il 12 settembre. Fin d’ora, però, nell’ordine del giorno si “impegna tutta l’organizzazione per la massima riuscita della manifestazione nazionale indetta con larga rete di associazioni per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata, per la Pace”. Manifestazione prevista, appunto, il 30 settembre quando il termometro dei rapporti col governo rischia di esser ancora più caldo. 

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