Champions, Atletico Madrid-Manchester United: 1-1: più Joao Felix che Ronaldo, poi Elanga salva gli inglesi

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LONDRA – Domenica scorsa ha deciso la vittoria cruciale di Leeds. Stasera il 19enne svedese Anthony Elanga ha salvato uno (spesso) sconclusionato Manchester United da una sconfitta meritatissima al Wanda Metropolitano. Dove l’Atletico Madrid ha travolto i Red Devils di un desolato Cristiano Ronaldo, per tutta la partita. Ma alla fine il risultato finale è un 1-1, ingiusto per i colchoneros di Simeone, che sono riusciti a subire il pareggio in contropiede dopo esser passati in vantaggio nel primo tempo e aver dominato, o meglio controllato, tutta questa andata di ottavi di finale.

<<La cronaca della gara>>

Ma questo è il calcio, anzi la Champions League. Per due squadre che non stanno facendo bene nei rispettivi campionati: quinto l’Atletico in Liga, quarto lo United in Premier. E però stasera, almeno fino al clamoroso pareggio di Elanga che spiazza Oblak su assist di Bruno Fernandes, gli spagnoli hanno tramortito, travolto il Manchester, che nel primo tempo, nonostante un possesso palla superiore al 60%, praticamente non riusciva a superare la metà campo dei padroni di casa. Di qui la frustrazione di un anonimo Ronaldo che litiga con l’arbitro, poi spara alle stelle. Perché il primo tempo, come tutta la partita, è dell’Atletico. Cui manca Koke ma che si permette di relegare in panchina fenomeni come Griezmann, Suarez, lo stesso Lemar o De Paul ex Udinese. Ma sì: in attacco bastano l’elettrico Correa e lo scatenato bambino d’oro Joao Felix. Che a differenza della divinità connazionale Ronaldo, già al 7’ fulmina De Gea di testa su cross di un asfissiante Renan Lodi sulla fascia sinistra. Héctor Herrera, poi, è la lavatrice perfetta del centrocampo, che frulla tutti gli avversari con tecnica, pressing e sagacia. Persino l’ex Inter Kondogbia è straordinariamente ordinato e concreto.

United sembra allo sbando…

Insomma, non c’è partita. E non ci sarebbe neanche nel secondo tempo se al 45esimo Llorente non prendesse un clamoroso palo su colpo di testa da due metri, poco prima dell’intervallo. Ma anche nella ripresa, lo United è una squadra allo sbando, in continua sofferenza, soprattutto a centrocampo, dove Fred è in balia degli avversari e Pogba è in una di quelle sue inconcludenti, insopportabili serate da quando è allo United. Il resto non consola: Ronaldo inesistente, Bruno Fernandes si sbatte senza successo, Sancho timido e Rashford irritante come nella sua veste peggiore.

… ma arriva il guizzo di Elanga

Poi però Fred fa una cosa buona: recupera un pallone a metà campo e in due passaggi, grazie allo scaltro tracciante di Fernandes, la giovane promessa Elanga – uno dei pochi pupilli del traghettatore Rangnick – si ritrova davanti a Oblak, fulminandolo in controtempo. È la luce che fende la nebbia dello United, che afferra un 1-1 matto e insperatissimo. Ma giocando così non basterà al ritorno, nemmeno tra le mura amiche dell’Old Trafford. Anche perché, all’87esimo, Griezmann colpisce una clamorosa traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo: un altro legno salva l’inadeguato United. Che, al 94esimo, ha anche l’incredibile chance di tentare l’1-2, ma il tiro di Lingard da fuori aerea è potente ma centrale. Sarebbe stato troppo, un ribaltone ancora più ingiusto. Persino per questo United e i suoi deprimenti limiti, nonostante la rosa stellare. 

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