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Champions, Chelsea-Real Madrid 2-0: decidono Werner e Mount, finale tutta inglese con il City

La Republica News
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LONDRA – Il 29 maggio, sulle rive del Bosforo, Thomas Tuchel andrà a giocarsi la finale di Champions League in un derby inglese con il Manchester City allenando una squadra che, a inizio anno, non era la sua. Non è una novità nella storia recente del torneo, perché neanche 9 mesi fa il Bayern Monaco vinse in una situazione analoga con Hansi Flick, ma raramente un allenatore è stato in grado di trasformare tatticamente una squadra in così poco tempo. Il Real Madrid di Zinedine Zidane – un altro in grado di vincere la Coppa dalle grandi orecchie da subentrato – è stato travolto dalla marea blu, ben oltre il 2-0 finale. Può sembrare un paradosso, ma il Chelsea è “di Tuchel” più di quanto lo sia stato negli anni il Paris Saint-Germain, che pure aveva portato all’ultimo atto del torneo nella cavalcata dello scorso anno. Questa è una squadra giovane, sfrontata, che richiama nei principi il suo Borussia Dortmund. E che vola, meritatamente, in finale di Champions League.

<<La cronaca della gara>>

Mendy decisivo, poi il vantaggio

Il Real Madrid, scollato e fuori forma, ha provato in tutti i modi a nascondere la polvere sotto il tappeto. Zidane si è ripresentato con la difesa a 3 pur ritrovando Ramos, scegliendo con coraggio e forse un pizzico di follia la soluzione Vinicius Junior a tutta fascia sulla destra e mettendo Hazard al fianco di Benzema, nel tentativo disperato di trovare il guizzo del belga, in Spagna lontanissimo parente del giocatore che era stato a Stamford Bridge. Le speranze erano riposte quasi tutte nei piedi di Karim Benzema, che a metà primo tempo è andato vicinissimo al jolly che avrebbe di colpo spostato gli equilibri della doppia sfida. Una girata quasi perfetta: a mettersi tra il francese e la corsa a perdifiato per l’esultanza ci si è messo un colpo di reni monumentale di Mendy. Il Chelsea, fino a quel momento, aveva comunque controllato la sfida, imprecando per un fuorigioco millimetrico di Werner. La differenza tra Valdebebas e Stamford Bridge l’ha fatta proprio il tedesco: impreciso in trasferta, sempre funzionale in casa. Nell’azione del vantaggio è Kanté a rubare l’occhio, con un controllo orientato sublime e l’apertura per Havertz dopo aver chiesto all’ex Lipsia di fare da sponda. Il pallonetto del numero 29 colpiva la traversa, trovando però Werner prontissimo al tap-in di testa da mezzo metro.

Mount dopo gli errori

Ci si aspettava un sussulto del Real, una novità tattica, qualcosa in grado di modificare un destino apparentemente già scritto. Ma la partita era del Chelsea, che ne controllava i ritmi a piacimento. Havertz di testa coglieva il secondo legno della sua comunque grande serata, poi, con il passare dei minuti, occasioni sempre più grandi. E sempre più sprecate. Prima Mount, che vanificava un sontuoso tacco di Werner calciando alle stelle sull’uscita di Courtois; quindi Havertz, così solo da farsi venire dubbi sulla posizione di partenza, fino a calciare addosso alla gamba aperta del gigante belga; infine Kanté, che se avesse anche la lucidità sotto porta sarebbe un extraterrestre, murato da una scivolata rischiatutto di Valverde. Nessun segnale dal Real, fino all’inevitabile epilogo. Il neo entrato Pulisic, dopo aver perso l’attimo per la conclusione davanti a Courtois, aveva il tempo di leggere la situazione e pescare Mount in area piccola per il 2-0. Altro derby inglese, come due anni fa. Per Thomas Tuchel, che a inizio anno allenava il Paris Saint-Germain eliminato proprio dal Manchester City futuro rivale, sarà l’occasione per provare a dimenticare il ko dello scorso agosto.

CHELSEA-REAL MADRID 2-0 (1-0)
Chelsea (3-4-2-1): Mendy; Christensen, Thiago Silva, Rudiger; Azpilicueta (44′ st James), Kanté, Jorginho, Chilwell; Havertz (49′ st Giroud), Werner (22′ st Pulisic), Mount (44′ st Ziyech). All.: Tuchel
Real Madrid (3-5-2): Courtois; Eder Militao, Ramos, Nacho; Vinicius Junior (18′ st Asensio), Modric, Casemiro (31′ st Rodrygo), Kroos, Mendy (18′ st Valverde); Benzema, Hazard (44′ st Mariano). All.: Zidane
Arbitro: Orsato
Reti: 28′ pt Werner, 40′ st Mount
Ammoniti: Jorginho, Christensen, Mount, Ramos, Nacho, Kroos, Valverde
Recupero: 0 e 4′



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