Champions, Lipsia-Liverpool 0-2: Salah e Mané rialzano i Reds

Pubblicità
Pubblicità

BUDAPEST – Ci viene in mente una canzone antica, rivedendo il film di Lipsia-Liverpool: recitava così. “Ma cos’è questa crisi…/Metta in scena un buon autore/Faccia agire un grande attore e vedrà…/Che la crisi passerà”. Tornando sul palcoscenico più importante d’Europa, il Liverpool lascia sull’isola oltre la Manica i pensieri che l’hanno fatta scivolare molto indietro, abbandonando probabilmente l’idea di difendere il titolo appena ritrovato un anno fa, di campione di Premier. L’impresario Klopp risolve lo stato di crisi con due grandi attori, non uno, di quelli che in coppa si trasformano: Salah e Manè non lasciano scampo agli errori dei giovani griffati Toro Rosso. I Reds passano sul campo di Budapest, dove si gioca vista la chiusura tedesca per non rischiare la cosiddetta variante inglese. Di variante c’è quella calcistica, contagiosa: il Lipsia più accreditato dai bioritmi deve inchinarsi al mestiere dei britannici, implacabili hacker nella rete di Nagelsmann, non appena intravvedono dove potersi infilare.

<< La cronaca di Lipsia-Liverpool >>

Gli “Ammazza-inglesi”

Il match col Lipsia, il primo della sua storia, è di quelli che serve a tenere dritte le antenne. I tedeschi della Red Bull hanno la fama di ammazza-inglesi, hanno idee di pallone innovative, puntellate sulla classe cristallina di Olmo, falso nueve, sul piedino educato di Angelino, sulla corsa perpetua di codino Kampl, mentre dietro troneggia la statuaria fisicità di Upamecano, già prenotato – pensa un po’ – dal Bayern.
Klopp risponde con Henderson che agisce come un’apertura di rugby, mostrando la bellezza del lancio, gesto osteggiato dal tiki taka moderno. Demonizzato. In alternativa ci sono due terzini dai piedi buoni, flanker abituati al passaggio vincente.

Il palo di Olmo salva Alisson

Il Lipsia, che dopo l’avvio tutto reds, scuote la quiete apparente con un tuffo di testa per la vittoria di Olmo, Alisson è salvato dal palo, non può prendere campo né coraggio, perché le verticalizzazioni sono mortifere. Gulacsi esce alla disperata su Salah, liberato da un assist al bacio di Arnold e se la cava con la spalla, in angolo, poi esce ancora su Mané, lanciato centralmente da Henderson, ma mette palla sui piedi di Robertson, un istante per sistemare il mirino e palombella da lontano che si deposita sulla parte alta della rete. Sono queste le azioni salienti, le emozioni, ma il match rimane gradevolissimo per via della velocità di gioco, delle geometrie, della qualità ad alta velocità. Un gol di Firmino arriva, di testa, ma Mané, che insegue un pallone impossibile per rimetterlo in mezzo, riesce a dare la palla gol quando è uscita di pochissimo, Klopp si mette a pedinare il quarto uomo, ma il var conferma.

Tredici minuti per fuggire

Nella ripresa il copione non cambia. I tecnici del resto hanno visto gioco e idee che avevano preparato bene espresse. A cambiare l’inerzia c’è l’imprevisto. Il codino di capitan Sabitzer spunta arretrando per commettere il primo errore fatale, un passaggio a memoria non trova corrispondenti difensori, Salah si infila come un coltello nel burro, aspetta Gulacsi e lo infila nell’angolino più vicino. Uno a zero: errare è umano, ma il Lipsia persevera, stavolta un lungo rinvio su azione di angolo per i tedeschi vede Mukiele “ultimo uomo” inciampare da solo, Manè ha la prateria spalancata, Gulacsi è battuto per la seconda volta. Sono bastati tredici minuti e due errori imperdonabili per chiuderla.

Solo nel finale il Lipsia trova qualche guizzo interessante, quando Nagelsmann – persa per persa – mette attaccanti (Poulsen e Hwang) e toglie mediani. Sul filo di lana la migliore chance per accorciare le distanze, ma Hwang scatta benissimo tra le linee e calcia male, fuori, sull’uscita di Alisson

Lipsia-Liverpool 0-2 (0-0)
LIPSIA (4-3-3): Gulacsi – Mukiele  (19’st Orban), Klostermann, Upamecano , Angelino – Sabitzer, Haldara  (19’st Poulsen), Kampl (28’st Hwang) – Nkunku, Olmo, Adams.  All. Nagelsmann.
LIVERPOOL (4-3-3): Alisson – Alexander-Arnold, Kabak, Henderson, Robertson – Thiago Alcantara (27’st Chamberlain), Wijnaldum, Jones – Salah (45’st Williams), Firmino (27’st Shaqiri), Mane’.  All. Klopp.

ARBITRO:Vincic (Slo).
RETI: nel secondo tempo all’8′ Salah e al 13′ Mane’.
NOTE: Ammoniti: Mukiele, Haldara, Nkunku, Angelino, Kabak, Olmo, Henderson. Angoli: 4-2. Recupero: 1′; 3′.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source