Che orecchie lunghe che hai coniglietto. Così il cambiamento climatico fa ‘crescere’ gli animali

Pubblicità
Pubblicità

In biologia si chiama Regola di Allen il principio secondo cui le appendici animali – gambe, code, becchi, orecchie che siano – variano al variare del clima. In particolare, sosteneva Allen, gli animali che vivono in regioni più fredde tendono ad averle più piccole, più grandi quelli che vivono in ambienti più caldi. In questo modo, infatti, per quest’ultimi dissipare il calore sarebbe più semplice (discorso contrario per chi invece deve conservarlo, dove le temperature sono più basse). Partendo da questo c’è chi si è chiesto: ma se le temperature, con i cambiamenti climatici, impennano, che succede agli animali? Becco, code e gambe, cambiano forse dimensioni per ottimizzare i processi di termoregolazione? Gli animali stessi si modificano?

La ricerca

Alti e grossi al freddo, minuti al caldo: così il clima influisce sul corpo umano

A leggere le conclusioni (ma anche le tante domande ancora aperte sul tema) dei ricercatori che ne discutono sulle pagine di Trends In Ecology&Evolution, sembrerebbe di sì: gli animali con l’aumento delle temperature si ingrossano. O meglio questo è quello che succede alle loro appendici, come ai becchi di alcuni uccelli. Ma non solo a loro: anche in alcuni mammiferi, come toporagni o pipistrelli, code e ali sembrano essere diventate più grandi. 

Biodiversità

Acciughe sempre più magre: il caldo riduce numero e taglia dei pesci più comuni

La lista compilata da Sara Ryding della Deakin University è abbastanza lunga: mette insieme i risultati di diverse ricerche, compiute su lunghi periodi di tempo, o realizzate grazie ai campioni preservati nei musei, in modalità diverse. Tra questi, ne spiccano alcuni: come i pappagalli australiani dove l’aumento delle dimensioni del becco è stato dal 4% al 10% a partire dalla fine del XIX secolo. Ma anche al nordamericano junco occhiscuri, negli anni, sembra essersi allargato il becco. Le orecchie invece sono ingrossate al topo selvatico e al coniglio selvatico europeo. Stessa sorte anche alle code di maiali e topi in condizioni sperimentari di laboratorio.

Clima

Manuale di sopravvivenza per animali e piante nell’Italia del 2050

“L’aumento delle dimensioni delle appendici che abbiamo osservato fin qui è piuttosto ridotto – inferiore al 10% – per questo è improbabile che i cambiamenti siano immediatamente apprezzabili. Ma appendici importanti come le orecchie tenderanno a crescere e potremmo ritrovarci in un Dumbo in live-action in un futuro non così lontano”, ha commentato Ryding. Proprio guardando al futuro, continuano gli autori, fenomeni analoghi è possibile che verranno osservati anche per altri animali: piccoli mammiferi e uccelli sì, ma anche rane, spiegano.

Biodiversità

Se il formichiere gigante cambia abitudini per l’olio di palma

Ma sebbene gli indizi a favore di un collegamento tra aumento delle temperature e delle dimensioni della pendici ci siano, scrivono gli autori, va detto anche che non è possibile affermare con certezza che esista un nesso causale. E a maggior ragione, guardando al futuro le previsioni sono incerte, considerando il ruolo e l’interazione di altri possibili fattori nel plasmare l’aspetto degli animali. Per esempio, spiegano gli autori, potrebbero esserci altri fattori in grado di spiegare quanto osservato, come la disponibilità di cibo, e lo stesso ruolo della temperatura, se presente, potrebbe essere secondario. Non da ultimo, resta da capire, se quelli osservati sia adattamenti evolutivi o manifestazioni di plasticità fenotipica, concludono gli autori. Ma per questo, e per tutto quello che c’è in ballo, vale la pena approfondire gli studi sul tema. 

Animali

Com’è bella la città: se il mammifero si inurba diventa più grande

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source