Cheese, la fiera del formaggio etico che valorizza gli animali

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Dal 17 al 20 settembre 2021 a Bra torna Cheese, la manifestazione che racconta la cultura e il valore del formaggio naturale. Un’edizione, la tredicesima, piena di speranza e voglia di ritrovarsi. Il più grande evento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo e alle forme del latte, per il 2021 avrà come tema centrale gli animali. Senza di loro, infatti, non esisterebbero i prodotti caseari e, di conseguenza, nemmeno la manifestazione che registra sempre il tutto esaurito anche per ciò che riguarda l’indotto fatto di hotel e ristorazione.

Giovanni Fogliato, sindaco di Bra, ha infatti voluto ricordare che Cheese rappresenta un palcoscenico a livello internazionale per l’intero territorio. L’attesa è grande perché l’evento, negli anni, ha dovuto affrontare più di una difficoltà: a partire dal 2001 quando, per conseguenza del crollo delle Torri Gemelle, sembrava quasi impossibile portare dagli Stati Uniti produttori e alimenti per arrivare ai fatti di giugno 2017 accaduti in Piazza San Carlo. “Anche in quest’anno difficile – afferma Fogliato – saremo pronti ad accogliere produttori e visitatori in totale sicurezza”.

Da ricordare che parte della visione di Slow Food è la lettura politica del cibo – intesa come “cosa di tutti” –  e proprio nell’ambito di Cheese si sono svolte molte battaglie legate alla salvaguardia di un patrimonio messo a rischio dagli interessi dell’industria. “Ne è stata un esempio la lotta avvenuta nel 1997 a favore del latte crudo, che pastori e casari lavoravano quasi clandestinamente per la paura di non essere in regola” racconta Barbara Nappini, neoeletta presidente di Slow Food Italia: da allora il formaggio a latte crudo è diventato un prodotto prezioso e distintivo. Più di recente, risale al 2019, è invece l’azione per diffondere una maggiore consapevolezza sull’utilizzo dei fermenti naturali al posto di quelli industriali in bustina, per garantire una biodiversità necessaria per la vita e la salute. “Innegabile poi – continua la Nappini  – che la recente pandemia sia stata diffusa anche per mezzo di certe attività come gli allevamenti intensivi e, per questo, Cheese dovrà essere un momento di riflessione approfondita sul nostro rapporto con gli animali domestici e selvatici“.

La biodiversità, quindi, è sempre al centro dei valori di Slow Food. Sulla prestigiosa rivista Nature è stato pubblicato, ad esempio, uno studio che evidenzia la distribuzione della biomassa a livello terrestre: per quanto riguarda i mammiferi, il 36% del totale è rappresentato da esseri umani, il 60% da animali allevati e appena il 4% da quelli selvatici, come elefanti, pipistrelli, panda e balene. Animali pressoché invisibili perché rinchiusi in capannoni. “Una separazione tra uomo e animale e tra animali e natura diventata ormai inaccettabile” afferma Serena Milano, segretario generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. La natura, infatti, ci ha presentato il conto in maniera brutale e chiaro: più del 60% delle malattie infettive che si sono diffuse negli ultimi decenni sono di derivazione animale a causa di azioni che sono andate a disturbare gli ecosistemi. Va quindi ripensato il rapporto con la Natura e, in questo scenario, Cheese vuole aprire un dialogo coinvolgendo tanti attori come allevatori, casari, pastori, ma anche i visitatori stessi perché il tema del rispetto per gli animali riguarda tutti, non solo gli addetti i lavori, e passa anche attraverso le scelte personali facendo la spesa ogni giorno.

Ma anche se Cheese intende essere occasione di confronto, non mancheranno momenti di divertimento, scoperta e degustazione. Tanti i produttori nazionali e internazionali che racconteranno le loro creazioni, naturali e a latte crudo; non mancheranno nemmeno gli affinatori e i presidi Slow Food oltre a una selezione di salumi naturali (che non contengono nitriti e nitrati). Birrifici artigianali e food truck completeranno l’offerta gastronomica.

Cheese non è certo solo assaggio, ma siccome la biodiversità si salva allenando il palato, può essere un’ottima occasione – anche partecipando ai laboratori – per imparare a distinguere le produzioni apprezzandone l’evoluzione del gusto, in modo da fare scelte sempre più consapevoli.

Il programma completo è consultabile su https://cheese.slowfood.it/ 



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