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Ciclismo, Giro d’Italia: impresa di Mader. Valter, la prima volta dell’Ungheria in maglia rosa

La Republica News
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Due giovani attori non protagonisti, almeno per ora, irrompono sulla scena al Giro d’Italia. La tappa di Ascoli, primo arrivo veramente tosto dopo una salita di 15 km, viene vinta da uno svizzero di 24 anni,  Gino Mader: viene dalla pista ma va forte anche a cronometro, onora il suo capitano della Bahrain, Mikel Landa (uscito di scena a Cattolica in un picco di sfortuna). Una vittoria splendida, difesa negli ultimi 500 metri con la pura forza di volontà mentre dietro gli uomini di classifica andavano al doppio. Bernal, Daniel Martin, uno scatenato Giulio Ciccone, un sempre più convincente Remco Evenepol lo seguono ad una manciata di secondi. I quattro iniziano a definire le gerarchie del Giro, ma per il momento in classifica sono messi in fila da Attila Valter: altro giovane, 23 anni a giugno, è la prima maglia rosa ungherese nella storia del Giro.

<<La cronaca della gara>>

Valter spodesta Alessandro De Marchi. Il Rosso di Buja ci mette poco a capire quanto pesi la maglia, subito dopo il primo Gpm di giornata a Forca di Gualdo. Un lieve distacco in discesa che diventa fatale quando davanti la Ineos scatena una di quelle azioni folli e irrequiete che fanno esplodere il gruppo. Ganna, Castroviejo, Narvaez: le loro tirate fanno sbiadire in pochi km la rosa, arriverà a oltre venti minuti.

Incredibile, una ammiraglia tampona Pieter Serry

Il cielo azzurro (raro) si alterna con quello nerissimo, fasi di pioggia che rasentano la tormenta, la temperatura in costante variazione verso il basso. Basta solo il meteo a rendere complessa una tappa che già lo sarebbe di suo con la salita. E lo stress per i corridori aumenta, in tutti i sensi.Dopo gli incidenti per certi aspetti banali che hanno tolto di mezzo protagonisti come Landa, Sivakov, Dombrovski, ne arriva un altro dalle dinamiche assurde. Pieter Serry, tranquillo durante una salita, viene tamponato e scaraventato a terra dall’ammiraglia della BikeExchange. Gli occupanti erano intenti a scambiare chiacchiere con un’altra ammiraglia… Per fortuna nessuna conseguenza.

L’importanza di Mohoric, il carattere di Ciccone

Cenni di cronaca. Tra promotori e rientranti, alla fine in fuga vanno in otto: Ravanelli, Janssens, Guglielmi, Cataldo, Mader, Mohoric, Mollema e Bouchard. Non è una fuga banale: Mohoric è uno ancora sospeso tra fulgida promessa e realtà di medio livello, c’è un tradizionale piazzato come Mollema (tra l’altro possibile punto d’appoggio per Ciccone o Nibali), un ex tricolore a cronometro nonché vincitore di tappe a Vuelta e Giro come Cataldo.

Mohoric è decisivo nella vittoria di Mader, suo compagno di squadra. In discesa lo sloveno è un fuoriclasse, in pianura va come un treno: lascia Mader, Cataldo e Mollema a giocarsela. Poi lo svizzero fa da solo. Dietro Ciccone prosegue la sua tattica di attacco più o meno istintiva. Se ne va da lontano, addirittura in discesa: lo tengono Bardet e Bettiol. La Ineos ovviamente non lascia fare, Ciccone e gli altri vengono ripresi, ma l’abruzzese resta comunque tra i più brillanti nell’ultima salita. Il dubbio è che così facendo rischi di dilapidare troppe energie, ma il modo di correre fa parte del personaggio. Prendere o lasciare insomma.

Ordine d’arrivo
1. Gino Mader (Bahrain Victorious) 4h 17’52;
2. Egan Arley Bernal Gomez (Ineos Grenadiers) +12”;
3. Daniel Martin (Israel Start-Up Nation) +12”;
4. Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step), +12”;
5. Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) +14”;
6. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) +25”;
7. Daniel Felipe Martinez Poveda (Ineos Grenadiers) +25”;
8. Marc Soler (Movistar Team) +27”;
9. Hugh John Carthy (Ef Education-Nippo) +29”;
10. Aleksandr Vlasov (Astana-Premier Tech) +29”.
Classifica generale
1. Attila Valter (Groupama FDJ) 22 ore 17’06”;
2. Remco Evenepoel (Deceunink-Quick-Step) +11”;
3. Egan Arley Bernal Gomez (Ineos Grenadiers) +16”;
4. Aleksandr Vlasov (Astana-Premier Tech) +24”;
5. Louis Vervaeke (Alpecine-Fenix) +25”;
6. Hugh John Caethy (Ef Education-Nippo) +38”;
7. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) +39”;
8. Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) +41”;
9. Daniel Martin (Israel Start-Up Nation) +47”;
10. Simon Philip Yates (Team Bikeexchange) +49”.



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