Ciclismo, Milano-Sanremo: tra i tre fenomeni la spunta Stuyven

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Jasper Stuyven aveva nel Dna la grande impresa. Si era capito 5 anni fa alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, classichetta belga per velocisti dove lui, che comunque veloce lo è, aveva anticipato tutti partendo ad una quindicina di km dall’arrivo e resistendo contro pronostico al ritorno delle squadre degli sprinter. La grande impresa è arrivata nell’edizione numero 112 della Milano-Sanremo: il belga si è trovato insieme ai migliori (tra i quali i tre favoriti di tutti, van Aert, van der Poel a Alaphilippe) dopo la discesa del Poggio, poi… “Avevo tenuto bene, ma c’erano tanti velocisti ed allora ho preferito giocare d’anticipo. Nessuna azione programmata, ho giocato d’azzardo”. La spiegazione di come sono andate le cose la dà lo stesso vincitore. Quando è scattato gli altri si sono guardati in faccia, il classico attimo fatale.

E poi gli ha detto anche bene, perché dal gruppo che inseguiva è partito il danese Krag Andersen, uomo da sparata come mostrato in due tappe dell’ultimo Tour de France. A Stuyven ha detto bene, perché Andersen lo ha raggiunto, gli ha dato la possibilità di respirare e di fatto lo ha portato in carrozza sul rettilineo. Qui è stata questione di metri: Stuyven ha resistito al ritorno dei un fantastico Caleb Ewan, il piccolo velocista australiano che ha tenuto contro ogni previsione al ritmo forsennato degli altri su Cipressa e Poggio: “Sono un po’ dispiaciuto per il secondo posto, ma nessun rimpianto. Quando è partito Stuyven ci siamo guardati troppo, mentre sono partito al momento giusto nella volata, avessi anticipato sarei arivato più dietro”.

Terzo posto per Wout van Aert, l’unico dei tre favoritissimi a prendersi almeno un podio: “C’è stata esitazione anche nella parte finale del Poggio. Con la squadra abbiamo seguito il piano tattico, ma gli ultimi km sono sempre un’incognita, ci si affida all’istinto. Ma complimenti a Jasper”. Quinto van der Poel, più dietro Alaphilippe. Gli italiani: il migliore è stato Sonny Colbrelli (ottavo), Nibali di fatto ha corso per il compagno di squadra Stuyven, mentre possiamo nutrire un certo rimpianto per la prova di Filippo Ganna. Il campione del mondo a cronometro ha imposto un ritmo alto sul Poggio lavorando per Kwaktkowski e Pidcock, avesse riservato le energie per una sparata negli ultimi km chissà…

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