Ciclismo, Tour de France: Merlier vince allo sprint. Ma ancora troppe cadute

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Vince Tim Merlier, allo sprint: è compagno di squadra di Mathieu van der Poel, che oltre a mantenere la maglia gialla fa alla grande il lavoro di gregario nel finale. Merlier aveva vinto anche al Giro d’Italia, a Novara. Colpisce a Pontivy, 183 km dopo la partenza da Lorient, ma in circostanze ben più drammatiche. Lo sprint è caratterizzato infatti dalla caduta terribile di Caleb Ewan: va giù insieme a Peter Sagan, al massimo della velocità, e conferma una verità. Il Tour è una trappola continua. Uomini di classifica importanti accusano ritardi del tutto imprevisti per una tappa del genere: Pogacar a 26’’, con lui Geraint Thomas, mentre va ancora peggio a Primoz Roglic. Tutto per colpa di altre cadute.

<<La cronaca della tappa>>

Si salvano Alaphilippe e Carapaz, e quest’ultimo è un primo segnale incoraggiante per il Team Ineos: nei giorni scorsi i ritardi già pesanti di Porte e Tao Geoghegan Hart, stavolta l’inconveniente era toccato al vincitore del 2018, Geraint Thomas. Una brutta caduta: smorfia di dolore e problemi alla spalla. Le immagini di quella borraccia maledetta che lo fece fuori al Giro ci mettono poco a tornare in mente. Comunque il gallese reagisce e riparte: dall’ammiraglia, tutto sommato con un pizzico di cinismo, gli lasciano solo un uomo (Rowe) concentrando il resto su Carapaz per quello che sembra un freddo calcolo. Poi, man mano che Thomas riprende il ritmo giusto, gli assegnano un paio di altri compagni e lo riportano sotto. Alla fine limiterà alla grande i danni, Carapaz sarà con i migliori, quindi…

Va peggio invece a Robert Gesink, una pedina importante proprio di Roglic: il Tour dell’olandese è chiuso, giornataccia per la Jumbo. A proposito di cinismo, creano dibattito i calcoli di un altro olandese, il prode Ide Schelling: va in fuga, si assicura i punticini per riprendere effettivamente la maglia a pois (in partenza era di Van der Poel che ovviamente aveva addosso un altro colore) e poi molla i compagni in avanscoperta Wallays, Schär, Barthe e Chevalier. Qualcuno dice che non si fa, comunque i 4 non stanno a porsi troppe domande e impegnano il gruppo ad una rincorsa per niente facile, visto che il ricongiungimento arriva ai -6.

Un finale stressante, dal quale esce molto bene Vincenzo Nibali, che onora la convocazione del ct Cassani per Tokyo portando a termine senza errori tre tappe complicatissime. Lo Squalo è sempre attento in una  sede stradale che offre poco spazio e nella quale tutti vogliono stare davanti: citiamo un numero da ciclocrossista di Alaphilippe, che passa praticamente sul prato. Miguel Angel Lopez e Roglic però sono meno bravi del campione del mondo. Poi la caduta di Ewan. Tour, terribile Tour.

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