Ciclismo, Tour de France: O’Connor vince la seconda sulle Alpi. Cattaneo e Colbrelli sul podio. Pogacar in giallo, guadagna ancora

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Tadej il saggio, quasi… Dopo aver stravinto la prima sulle Alpi, nella seconda si limita a controllare. Poi però, proprio mentre passa vicino alle bandiere slovene, proprio non resiste. Neanche uno scatto, alla maglia gialla Pogacar gli basta un allungo: tanto basta per sgretolare le coscienze ma soprattutto dei concorrenti per la vittoria finale. Il problema è che questi concorrenti, anche scrutando in profondità l’orizzonte, proprio non si vedono. Ora secondo nella classifica generale, a un paio di minuti, è Ben O’Connor, vincitore di giornata e il più bravo di un drappello in fuga dapprima foltissimo, poi ridotto ai minimi termini. Una vittoria al Tour de France dopo aver vinto lo scorso anno al Giro dello scorso anno a Madonna di Campiglio: insomma, l’australiano non vince tanto ma vince bene.  Pochi ma buoni anche gli italiani: nei giorni scorsi era piaciuto Nibali, stavolta in grande spolvero Mattia Cattaneo e Sonny Colbrelli, che occupano gli altri posti del podio giornaliero.

<<La cronaca della tappa>>

van der Poel e roglic, ritiri eccellenti

Tappa intensa, figlia della sensazione che dopo una settimana abbondante ci sia già tanta gente al limite. La pioggia e il tracciato non aiutano certo il recupero: antipasto è la Cote de Domancy, quella dove Bernard Hinault sigillò nel 1980 il mondiale più duro di sempre. E poi ancora, la  Cote de Saisies, il Col du Pré (definito il Mortirolo francese e classificato Hors Categorie), il Cormet de Roselend prima dell’infinita arrampicata finale (21 km) verso Tignes. Si risparmiano la fatica, tra gli altri, un paio di nomi eccellenti. Mathieu van der Poel, con un giorno di anticipo rispetto al previsto: ora preparerà l’ennesima sfida puntando all’oro olimpico nella mountain bike e Tokyo. Primoz Roglic, ferito nel fisico (dopo la caduta) e nel morale dopo la mezz’ora beccata nella prima alpina.

O’Connor, i colombiani, Cattaneo e Colbrelli

Sensazioni confermate lungo la strada: tra salite e caccia ai punti per verde e pois, il gruppo si spezza. Davanti una quarantina che però ci mettono poco a sgretolarsi: quelli in un primo tempo tengono meglio sono Higuita, O’Connor e Nairo Quintana mentre nel gruppone che insegue, oltre ai nostri Colbrelli e Cattaneo, c’è l’intellettuale Guillaume Martin, che entra nei dieci della generale. Nairo Quintana mantiene le premesse e le promesse: con il livello attuale si può permettere la maglia a pois (mica poco in Francia) e dopo aver perso sul Saisies da Poels, si vendica con gli interessi su Mortirolo francese e Roselend centrando l’obiettivo. Higuita e Ben O’Connor, puntano alla vittoria di tappa, l’australiano si tiene anche la gialla virtuale per parecchi km.

Carapaz stuzzica Pogacar e la maglia gialla lo stacca

L’ultima salita non fa sconti. O’Connor è carico, mentre a Quintana e Higuita si spegne la luce. Per qualche km c’è la sensazione che Pogacar voglia quasi lasciare a O’Connor la gialla prima del riposo: potrebbe riprendersela senza problemi mercoledì prossimo nella doppia scalata al Mont Ventoux. Poi però il Team Ineos si mette a tirare, Caparaz prova a pungere: Pogacar risponde, quasi pigramente, poi molto più convinto e per l’ecuadoriano c’è poco da fare. La maglia gialla scruta l’orizzonte, solo che i nemici non ci sono. O’Connor a parte, da Uran a Vingegaard a Carapaz, sembra più che altro una sfida per il piazzamento.

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