Cile, la nipote di Pinochet ministra per le Pari opportunità. Polemiche delle femministe

La Republica News

“Non è possibile che un ministero che si suppone debba difendere la parità di genere in Cile sia guidato da una donna di estrema destra che ha pubblicamente appoggiato la dittatura militare. La sua nomina è un’offesa”. Il comunicato del collettivo Las Tesis – le ragazze che da Santiago hanno esportato in tutto il mondo la performance femminista “Uno stupratore sulla tua strada” – è netto, ma omette un dettaglio che ha fatto fare il giro del mondo all’ultima scelta del presidente cileno Sebastián Piñera: la neo ministra delle Pari Opportunità Macarena Santelices è la pronipote per parte di madre di Augusto Pinochet, il generale che guidò il regime militare dal 1973 al 1990.In diverse passate interviste, Santelices – già sindaca di Olmué – ha argomentato che se la dittatura di Pinochet compì “violazioni dei diritti umani”, contribuì però “alla crescita economica del Paese”. Ora la neo ministra liquida le critiche: “Giudicatemi da quello che faccio d’ora in poi. Come donne, come cileni, abbiamo il diritto di avere idee politiche, ma questo non significa in alcun caso giustificare le violazioni dei diritti umani”. La parità di genere è già stata terreno di scontro tra Piñera e le femministe. Santelices sostituisce infatti Isabel Plá, la ministra costretta alle dimissioni lo scorso 13 marzo, cinque giorni dopo le potenti manifestazioni con cui sono state denunciate omertà e complicità sugli abusi contro le donne da parte degli agenti durante le manifestazioni dello scorso autunno. Plá era stata accusata di “silenzio complice”.Come Plá, Santelices milita nelle file dell’Unión Demócrata Independiente (Udi), una formazione di ultradestra che è parte della coalizione di governo. Giornalista e anchorwoman, dopo aver giurato in mascherina al palazzo della Moneda, ha esortato a “lavorare tutti insieme per eradicare la violenza di genere”, promettendo:” Sarò ministra di tutte le cilene”. Ma non ha convinto la Asamblea Feminista Plurinacional, che riunisce una decina di associazioni: “Questa nomina è una provocazione”. La Asociación de Abogadas Feministas Chile su Twitter ha aggiunto che  “chi fa apologia della dittatura difficilmente potrà essere idonea a difendere le donne, che hanno storicamente sofferto una violenza particolare da parte dello Stato solo per il fatto di essere donne”. L’hashtag #NoTenemosMinistra è diventato virale, sposato anche da personaggi pubblici come la calciatrice della nazionale Fernanda Pinilla. Javiera Manzi, portavoce del Coordinamento femminista 8M, spiega che la nomina non fa che “approfondire la politica negazionista di Piñera”.”Abbiamo una grande squadra al ministero, sono sicuro che la nuova ministra sarà all’altezza della sfida”, ribadisce Piñera che con la scelta di Santelices è riuscito a riequilibrare a destra la compagine governativa, ferita dalle dimissioni di Plá a marzo, ma soprattutto dalla destituzione del ministro dell’Interno Andrés Chadwick che a dicembre è stato allontanato dalle cariche pubbliche dal Congresso per la sanguinosa repressione delle manifestazioni di piazza a ottobre.

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