Ciliegie “frutto proibito” in Giappone: vendute a 226 euro l’una

Pubblicità
Pubblicità

Quasi 230 euro per un ciliegia. Possibile? La risposta è sì. Un primato che si è aggiudicato il Giappone dove una confezione contenente 15 ciliegie di altissima qualità è stata venduta per 450.000 yen, l’equivalente di 3.400 euro, alla prima asta della stagione nel nord del Paese. Il merito va a una varietà particolare del frutto a dir poco ricercata: ‘Aomori Heartbeat’. Il suo sapore, neanche a dirlo, è sublime: questo tipo di ciliegia è infatti conosciuta proprio per dolcezza e gradevolezza.

Coltivata e promossa dalla prefettura di Aomori, ha una larghezza minima di 31 millimetri ed è venduta con il nome di ‘Aomori Heartbeat’, i ‘Battiti del cuore di Aomori’, definizione che ricorda anche il colore rosso vivo del frutto. Nel Paese la fama di questa varietà di ciliegie è molto grande, e il Giappone spera di sfruttare quest’onda di popolarità per esportarla e farla conoscere in tutto il mondo. Un progetto possibile anche grazie al fatto che, negli ultimi tempi, i Battiti del cuore di Aomori hanno guadagnato nuove fette di mercato, facendo parlare di sé i media internazionali.  

“L’attenzione su questo tipo di prodotti è maggiore quest’anno rispetto al 2020, e le richieste sono destinate ad aumentare per via della limitata distribuzione”, ha detto Yoshitaka Yokomachi, presidente del distributore di frutta e verdura Hachinohe Chuo Seika KK (il mercato generale di Hachinohe è il più importante della regione). Lo scorso martedì, 13 confezioni di ciliegie Aomori Heartbeat e 26 della categoria Juno Heart sono state assegnate dai battitori senza alcuna difficoltà durante le aste iniziate alle 7 del mattino, come raccontano i media nipponici. Le autorità locali intendono avviare una campagna per l’esportazione delle ciliegie già dall’anno fiscale in corso, per poterle commercializzare nei ristoranti di alto livello in Giappone, e nei negozi di Hong Kong per la clientela più esigente. 

Un ostacolo da affrontare, nel progetto di esportazione delle carissime ciliegie, è quello della quantità: è infatti proprio la scarsità di prodotto a rendere ancora più prezioso il frutto. Come riporta il sito specializzato fruit.net, non è escluso che venga creato un sistema per ampliare la produzione: è ciò che emerge dalle parole di Hideki Tome, responsabile della gestione delle ciliegie presso l’Associazione Cooperativa Agricola di Hachinohe: “Anche se la quantità prodotta è ancora piccola, la qualità non ha rivali. Vorremmo stabilire un sistema di produzione in cui possiamo distribuirle a tutti nel primo anno possibile”.

Ma c’è anche un’altra cosa da dire: la frutta in generale in Giappone ha prezzi da gioielleria. Qualche sesmpio? Mele Fuji a 15 euro al pezzo, arance a 15, kaki a 10, fino a esemplari più particolari di meloni e/o manghi che possono arrivare a costare 230 euro l’uno. Il Paese del Sol Levante offre negozi specializzati nella vendita di frutti che spesso vengono utilizzati come regalo per occasioni speciali, doni preziosi da poter recapitare a personalità di spicco o a persone importanti per fare bella figura. Non a caso esiste un ente, il Japan Agricultural Cooperative, che è l’organismo nazionale preposto alla regolamentazione dei costi e alla gestione della frutta. 

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source