Cinque anni senza George Michael, la famiglia lo ricorda e l’hashtag vola sui social

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“Cari amici e fan, altri dodici mesi sono trascorsi e ancora una volta vi mandiamo gli auguri di Natale, mentre l’anno sta per arrivare alla fine. Il 25 dicembre 2021 saranno esattamente cinque anni da quando abbiamo perso George e due dalla scomparsa di Melanie (la sorella, ndr). Li ricordiamo con amore ogni giorno. Il passato Natale abbiamo fatto tutto quanto fosse possibile per mantenere i nostri affetti al sicuro e per molti di noi questo ha significato non averli accanto, qualcosa di molto doloroso. Sembra che anche quest’anno dovremo prenderci grande cura di noi stessi. Alcuni di noi hanno perso qualcuno di caro nel 2021 e i nostri pensieri sono particolarmente con queste persone. Sono tempi duri…. Vi ringraziamo per l’amore e la fedeltà che avete dimostrato nei confronti di George e la sua musica e non vediamo l’ora che la stagione cambi e ci auguriamo tempi più felici per il 2022″.

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George Michael morto d’infarto. Fondò gli Wham ed è stato l’autore di “Last Christmas”

Così Yioda, Jack e David, quel che resta della famiglia di George Michael, qualche giorno fa hanno inviato sui social un messaggio di speranza e di amore. Un ricordo per il fratello morto all’improvviso, ancora giovanissimo, proprio il giorno di Natale. Era il 2016 quando Georgios Kyriacos Panayiotou, 53 anni appena, veniva trovato morto nella sua abitazione di Goring-on-Thames, a Londra. Per giorni le indiscrezioni furono tantissime, la polizia indagava, le malelingue correvano: come poteva essere morto un artista che si era più volte cacciato nei guai, con gravi problemi di tossicodipendenza?

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George Michael morto per cause naturali

Invece no, la superstar del pop, che ogni anno si riaffacciava nelle classifiche con Last Christmas, quel brano natalizio – ma non proprio – scritto con gli Wham!, storia di un amore tradito che aveva fatto sospirare intere generazioni, moriva per cause naturali. Da solo. Un problema al cuore. George lasciava un amore e ne ritrovava un altro, quello della madre. Ora è sepolto al suo fianco, in uno dei cimiteri più suggestivi dell’intera Gran Bretagna, l’Highgate Cemetery, con la sua natura selvaggia e le tombe monumentali. Allora il suo compagno, Kenny Goss, aveva semplicemente detto: “Il suo corpo ha ceduto. Dopo tutti questi anni era diventato molto fragile”.

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Il modo di cantare di George Michael era qualcosa di incredibile: potente, limpido, perfetto per chi ama quelle voci che possono raggiungere vette altissime. Con gli anni, dopo una carriera schizzata in classifica alla velocità della luce negli anni Ottanta, quando fondò con Andrew Ridgeley gli Wham!, Michael sembrava aver trovato una sua dimensione più vera, intima e anche spavalda. La sensualità, il sesso, anche la fragilità, la tenerezza. E oltre 100 milioni di copie vendute, apparizioni sui più importanti palchi del mondo, quasi quattro decenni di purissima musica pop, soul, dance. E molto altro.

Il 7 novembre del 2019, spunta un inedito dal titolo interlocutorio: This is how (We want you to get high), letteralmente ‘Questo è il modo (in cui vogliamo che vi sballiate)’; è un brano inedito, uscito postumo, che rimanda inequivocabile all’uso di varie sostanze – fumo, pillole, alcol – e che racconta storie tormentate di famiglie a pezzi. Il testo, scritto solo da Michael, intreccia svariate vicende umane per raccontare la nostra precaria società. Non si sa quanto fosse autobiografico, ma di certo parla anche di noi. Ieri, e forse ancora di più, tristemente, oggi.

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