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Circolo Imprese, Formazienda e Gi Group, più flessibilità e formazione

Libero Quotidiano News
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16 dicembre 2020

Roma, 16 dic. (Labitalia) – Più flessibilità per le imprese e più formazione per i lavoratori per garantire l’occupazione nella fase post emergenza sanitaria. È la strategia emersa nel corso del confronto dal titolo ‘La sfida del lavoro dopo il Covid’ organizzato ieri dal Circolo delle Imprese. Dopo l’introduzione del presidente Alessandro Fiorentino, tra i fondatori di una rete di aziende che operano prevalentemente nel Nord-Ovest, hanno preso la parola il presidente di Adapt, Emmanuele Massagli, l’imprenditore Antonio Bonardo, direttore Rapporti istituzionali di Gi Group, il direttore di Formazienda, Rossella Spada. Ha moderato il giornalista Luca Rampazzo, capo redattore del quotidiano economico ‘L’Informatore’.
Adapt è l’Associazione per gli studi internazionali e comparativi in materia di lavoro e relazioni industriali. Gi Group è una delle maggiori agenzie per il lavoro che operano sulla scena nazionale. Il Fondo paritetico interprofessionale finanzia la formazione continua, riunisce 110mila aziende aderenti in prevalenza mpmi per circa 750mila lavoratori, e dal 2008 ad oggi ha stanziato 150 milioni di euro per professionalizzare le risorse umane.
Il presidente Fiorentino ha esordito sottolineando l’importanza dell’azione di rete e di radicamento nei territori svolta dal Circolo: “Il nostro gruppo ha creato un luogo in grado di dare ossigeno agli imprenditori e sviluppare un supporto reciproco. Abbiamo raggiunto il numero straordinario delle 5mila aziende associate grazie alla nostra autenticità, allo spirito di condivisione e alla volontà di costruire un network contro la crisi”.
Emmanuele Massagli, presidente di Adapt, è intervenuto fornendo i numeri che meglio forniscono il quadro della crisi indotta dal Covid: “Per comprendere la situazione attuale dobbiamo valutare i dati. Il 2020 rispetto all’anno precedente ha generato una perdita di 840.000 occupati mentre gli inattivi, coloro che non solo non stanno lavorando ma hanno smesso di cercare occupazione, ha raggiunto la quota drammatica di un milione e 300mila persone. Il passaggio diretto e ormai quasi automatico tra la perdita di lavoro e la condizione passiva dell’inattività dichiara in modo evidente la gravità del contesto socioeconomico. Oggi più che mai i decisori pubblici devono puntare su chi è in grado di ridare slancio e dinamismo al Paese, costruire ricchezza anche ai fini di una distruzione delle opportunità. Le imprese devono essere messe nelle condizioni di riprendersi e progredire attraverso efficaci sostegni economici e una vasta opera di sburocratizzazione”.
Antonio Bonardo, direttore Rapporti istituzionali di Gi Group, ha osservato: “Le aziende stanno affrontando un momento di grande incertezza ma sono pronte a combattere per la loro sopravvivenza. Chiedono una forza lavoro competente e aggiornata mentre sul piano operativo necessitano di una maggiore flessibilità. Ma il quadro legislativo continua a non essere favorevole. Chi ci governa, invece di intervenire di volta in volta con minimi aggiustamenti per modificare il decreto Dignità, dovrebbe stabilire una volta per tutte il superamento di uno strumento obsoleto accogliendo le istanze delle imprese che, soprattutto in questa fase, hanno bisogno di più flessibilità nell’organizzazione del lavoro”.
Il direttore di Formazienda, Rossella Spada, ha evidenziato come “il mondo della produzione e dell’impresa, e conseguentemente il mercato del lavoro, siano alle prese con una sfida estremamente difficile contro il Covid”. “La crisi in atto – ha proseguito – è molto forte e il blocco dei licenziamenti sta celando una situazione che è certamente più grave di quella che viene descritta nel dibattito pubblico. Credo che in un contesto emergenziale come è quello che stiamo vivendo sia necessario mettere le imprese nelle condizioni di poter implementare tutte le azioni indispensabili per acquisire al più presto quote di efficientamento e di competitività”.
“A cascata ci saranno benefici per il mercato del lavoro – ha continuato il direttore Spada – dal momento che l’occupazione viene generata dalle aziende attraverso piani di sviluppo e di crescita. Un traguardo, questo, che non può essere raggiunto in assenza di una formazione adeguata, funzionale alla creazione del valore da parte dell’azienda, rivolta all’innovazione dei prodotti, dei processi, dei servizi e dei modelli organizzativi. Il nostro compito è finanziare in percorsi di formazione per aiutare le aziende e i dipendenti ad immaginarsi nuovamente in una prospettiva di crescita e di sviluppo”.
“In quest’ottica, ci siamo attivati tempestivamente – ha ricordato – per fare in modo che le aziende potessero intercettare la dotazione del Fondo nuove competenze tramite il nostro ultimo avviso di finanziamento dell’anno. Un primato oggettivo che è il segnale di una mentalità intraprendente che non si rassegna alle posizioni di rendita. Siamo sempre al fianco delle aziende che hanno creduto seguitano a credere in noi. La programmazione di Formazienda nel 2020, nonostante il Covid, ha onorato la promessa di 30 milioni euro finalizzati a sostenere i piani formativi delle aziende. Noi ci siamo”.
Il moderatore Luca Rampazzo ha tirato le fila conclusive dell’incontro spiegando che “la capacità di fare rete del Circolo delle Imprese non si arresta e le relazioni ai fini della costruzione di occasioni di business per gli associati procederà nella formula della Fiera Digitale del Network”.



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