Clima: luglio il mese più caldo mai registrato sulla Terra

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Quello di luglio è stato il mese più caldo mai registrato sulla Terra. Lo rivelano i dati rilasciati dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (Nooa) l’agenzia federale statunitense che si occupa deli oceani e del clima. Il record, ha sottolineato l’amministratore della Noaa, “si aggiunge al percorso senza precedenti e preoccupante del cambiamento climatico”. “Luglio è di solito il mese più caldo dell’anno nel mondo ma il luglio 2021 ha superato se stesso come il mese più caldo mai registrato”, ha dichiarato l’amministratore del Noaa, Rick Spinrad.

In Italia la morsa del caldo non da tregua, segno tangibile dei cambiamenti climatici. Picco massimo in Sardegna, ad esempio, dalla Protezione civile regionale arriva un nuovo avviso di condizioni meteo avverse per elevate temperature, ancora sopra i 40 gradi, dalle 18 di stasera fino alla stessa ora di lunedì 16 agosto. Si preannuncia, quindi, un Ferragosto bollente soprattutto nelle zone interne della Sardegna. Anche le temperature minime si manterranno su valori superiori alla media stagionale e si conferma alto (livello arancione) il pericolo d’incendio per domani.

L’ondata di caldo che si registra in Spagna si sta facendo sentire in alcune zone del Paese con temperature sempre più vicine ai record storici (attorno ai 47ºC). Per la giornata di oggi, la massima prevista era di circa 46ºC, secondo le previsioni dell’Agenzia Statale di Meteorologia (Aemet). Alle 15.40, questa massima è stata raggiunta nella stazione meteorologica di Montoro, in provincia di Cordova (Andalusia), secondo i dati più aggiornati dell’Aemet: la temperatura registrata è stata di 46.1ºC. Per domani sono attese massime su livelli simili.

Sarà al suo picco nel weekend, ma il caldo e l’afa di questa quarta ondata di calore dell’estate subiranno una decisa attenuazione a metà della prossima settimana. “L’ingresso di correnti più fresche dal Nord Europa smorzerà finalmente questa rovente ondata di caldo con massime che entro metà settimana perderanno localmente anche 8/10°C. Entro martedì In Italia il calo termico interesserà il Nord e il Centro e da mercoledì anche il Sud, specie peninsulare”.

Il caldo rovente di questo luglio era stato annunciato anche dal rapporto Ipcc presentato a Ginevra la scorsa settimana. A meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o addirittura 2°C sarà un obiettivo fuori da ogni portata. E, ad oggi, le emissioni di gas serra provenienti dalle attività umane sono responsabili di circa 1,1°C di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900. Mediamente, nei prossimi 20 anni, la temperatura globale dovrebbe raggiungere o superare 1,5°C di riscaldamento. Il rapporto “Climate change 2021: the Physical Science Basis”, prima parte del sesto rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (nel complesso 234 autori, 14mila citazioni per ricostruire lo stato dell’arte della conoscenza scientifica e oltre 78mila commenti di esperti e governi), nel quale gli scienziati forniscono ai decisori politici “le ultime conoscenze acquisite sul riscaldamento globale e sulle proiezioni future, mostrando come e perché il clima è cambiato fino ad oggi”.

Tra le altre cose, le nuove stime sulle possibilità di superare il livello di riscaldamento globale di 1,5°C nei prossimi decenni. Nel rapporto del 2018 l’Ipcc aveva avvertito che il mondo aveva solo fino al 2030 per impedire al pianeta di raggiungere la soglia cruciale di 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali. Il nuovo testo è stato approvato il 6 agosto 2021 da 195 governi membri dell’Ipcc, nel corso di una sessione virtuale che si è tenuta per due settimane a partire dal 26 luglio. La seconda parte, dedicata agli impatti del global warming, sarà pubblicata a febbraio 2022, mentre la terza, attesa per marzo, esamina le soluzioni per ridurre le emissioni di gas serra. E si tratta di un rapporto che arriva dopo i disastri avvenuti nei vari continenti, dagli Stati Uniti all’Europa e prima della Cop 26 che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre.

 

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